Caffè: se non ti piace, la risposta è nel tuo Dna

Non vi piace il caffè o ne siete degli appassionati consumatori? La risposta è nel vostro Dna.

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Il caffè è la bevanda energetica per eccellenza. Qui in Italia se ne consuma davvero molto: ogni italiano, al mattino, è solito accompagnare la propria colazione con una tazza di espresso. Anche un buon pranzo si conclude con un buon caffè e la pausa caffè a lavoro è d’obbligo, per rilassarsi e ricaricarsi. Pare, tuttavia, che se vi piaccia o meno il gusto amaro del caffè dipende dal vostro DNA.

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Uno studio è stato condotto da Jue-Sheng Ong e da Liang-Dar Hwang, e il risultato non riguarda solamente il caffè, ma anche il . In poche parole, il nostro organismo è stato programmato per associare il gusto amaro al pericolo. Tuttavia, alcuni geni che sono presenti nel nostro DNA possono o meno recepire questa informazione e da questo dipende se ci piaccia o meno bere il caffè.

La ricerca si è svolta all’interno di un Istituto Autraliano QIMR Berghofer e in seguito è stato pubblicato su una rivista molto importante, la Scientific Reports. Che cosa hanno fatto i ricercatori dello studio? Ong e Hwang hanno analizzato più di 400.00 genomi che si trovano in una delle più rinomate banche genetiche al mondo, ovvero la Biobak, locata in Inghilterra.

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I geni sono stati analizzati per quanto riguarda il sapore amaro di determinate sostanze, nello specifico il caffè, il tè e i superalcolici. Ognuno di noi avrebbe una diversa percezione del gusto amaro ed è questo il motivo per il quale preferiamo il caffè al tè, oppure non gradiamo affatto il sapore dei superalcolici.

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In altri casi, invece, una maggiore sensibilità al gusto amaro, ci porta a consumare maggiore tè e ignorare completamente il caffè. Se ti piace o meno una bevanda, è scritto nel tuo DNA. Le tre sostanze amare, il Prop, la caffeina e il chinino hanno una scala di sapore e ognuno di noi la recepisce in maniera diversa. Bisogna ricordare, però, che stando ad alcuni studi, il caffè allunga la vita.