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Cashback di Stato 2022, come funziona e come sfruttarlo

Ecco tutto quello che dobbiamo sapere

L’esecutivo di Mario Draghi ripropone il cashback di Stato 2022, che ritorna con qualche piccola variazione rispetto al passato. Il Governo prevede nuovi rimborsi che i cittadini possono richiedere per acquisti fatti, secondo determinate modalità che saranno previste. Ma come funziona il Cashback di Stato 2022 e come fare per accedere al rimborso di alcune spese?

Il nuovo Cashback di Stato consente ai cittadini di non conservare più scontrini e ricevute di spese effettuate per poterle poi scaricare dalla dichiarazione dei redditi. Come ad esempio visite mediche e farmaci: le prime, ad esempio, potranno garantire la restituzione immediata del 19% dell’importo pagato.

Laura Castelli, vice ministra dell’Economia, spiega:

In questo modo i contribuenti avranno davvero il diritto a ottenere quello che gli spetta in maniera semplice. E poi è un modo per continuare a utilizzare quello che abbiamo costruito sul piano digitale sul Fisco.

Cashback di Stato 2022, il meccanismo di funzionamento cambia

Per prima cosa devi sapere che ancora non è attivo, ma si attende delega fiscale non ancora arrivata al Senato. E poi solamente in seguito alla pubblicazione in Gazzetta dei decreti legislativi si potrà iniziare a procedere.

La prima sperimentazione riguarderà le spese sanitarie, in attesa poi di estendere il cashback anche ad altre categorie. Il Governo spinge per poter incentivare tutti a dotarsi di SPID. I rimborsi non saranno su tutte le spese fatte con bancomat e carta di credito, com’era prima.

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Il rimborso si otterrà come detrazione, così da non conservare più scontrini e fatture per le dichiarazioni dei redditi. Al momento del pagamento bisognerà indicare la volontà di accedere al Cashback e si potrà avere il rimborso immediato della percentuale prevista per la spesa sanitaria.

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Nonostante sia diverso da quello proposto dal Governo Conte, i Cinquestelle rivendicano la vittoria del suo ritorno:

Con l’easy tax garantiamo uno scivolo di due anni per le partite iva che superano la soglia dei 65mila euro di fatturato; con il cashback fiscale semplifichiamo la vita dei contribuenti facendo arrivare direttamente sul conto corrente le detrazioni, partendo dalle spese sociosanitarie. Infine, il passaggio ad un sistema di mensilizzazione degli acconti senza sanzioni e interessi. Tre misure fondamentali che rivendichiamo con forza.