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Com’era Giuseppe Conte da giovane? spunta la foto inedita

Oggi lo vediamo sempre in veste elegante e autoritario, ma avete mai visto com'era Giuseppe Conte da giovane? Oggi spuntano le foto del passato del Premier

Lo vediamo sempre in veste elegante e autoritaria, ma avete mai visto com’era Giuseppe Conte da giovane? Solo oggi spuntano delle foto inedite del passato, la somiglianza con adesso è ancora evidente e noi ve lo mostriamo in tutto il suo fascino

La foto è stata pubblicata da un utente su Tweet in modo del tutto ironico “che piacione Giuseppi”, scrive l’utente, facendo divenire lo scatto virale in pochissimo tempo, siamo sicure inoltre che a tutte le fanpage del Premier sarà piaciuta, tra tutte le pagine nate in questo periodo “Le bimbe Giuseppe Conte” è sicuramente quella più divertente dei social

Giuseppe Conte da ragazzo foto virale

Inoltre, oltre a questo scatto del Presidente del Consiglio abbiamo trovato alcune foto di lui quando era piccolissimo e andava ancora a scuola, visino angelico e posa composta. In questo scatto inoltre, si nota anche la somiglianza con il figlio del Premier avuto dalla prima moglie: Niccolò che oggi ha 12 anni. Cercando meglio si possono anche trovare alcuni scatti del passato che lo ritraggono insieme alla sua famiglia.

Giuseppe Conte piccolo

La biografia Giuseppe Conte

Giuseppe Conte nasce a Volturara Appula, l’8 Agosto 1964, suo padre era un segretario comunale, e si chiama Nicola Conte, l’uomo era invece originario di Cerignola, piccolo comune di Foggia. La mamma invece era un’insegnate di scuola elementare volturare, Lillina Roberti.

famiglia Giuseppe Conte

Il Premier si è diplomato al Liceo Classico “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, successivamente ha proseguito gli studi conseguendo, con lode, una laurea in Giurisprudenza nel 1988 presso l’Università di Roma “La Sapienza”

La laurea gli ha permesso di praticare la carriera di avvocato civilista, è iscritto all’albo degli avvocati dal 1992 mentre è avvocato cassazionista già dal 2002. Nel 2000 ottiene una cattedra come professore associato di diritto privato mentre nel 2002 diventa professore ordinario insegnando in ben tre università diverse: la Libera Università Maria Santissima Assunta, l’Università di Roma Tre e l’Università di Sassari. Passa poi all’Università degli Studi di Firenze e docente presso la Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli (LUISS) di Roma

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Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio. Molti, durante la fase più acuta di questa emergenza, hanno lavorato negli ospedali, in strada o in ufficio per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali. Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: impiegati, addetti e operai che potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti. Ho letto alcune vostre lettere, ho provato a vestire i vostri panni e ne ho avvertito tutto il peso. Ho apprezzato la lettera di Elisabetta che ha un’attività da estetista a Pomezia. Come tante altre sue colleghe mi ha scritto per tornare a lavorare in sicurezza, determinata a evitare qualsiasi forma di lavoro in nero. Ho letto con interesse le soluzioni proposte da Luciana, che da Torino mi ha raccontato la sua passione per la ristorazione, un mestiere che ha imparato dopo una lunga gavetta in periferia, con una lunga lista di consigli per ripartire il prima possibile, con vari accorgimenti per proteggere la salute. Ho percepito tutta la passione di Tonino per il suo salone di barbiere, aperto a Potenza nel 1978, l’attaccamento agli attrezzi del mestiere: le forbici, il rasoio. Sono sicuro che, con il rispetto delle regole adottate, in alcuni territori si potrà rallentare notevolmente la curva del contagio. E attività come la sua potrebbero rialzare prima del previsto la saracinesca: se abbassiamo il rischio di contrarre il virus e rispettiamo i protocolli di sicurezza, tanti clienti torneranno a tagliarsi i capelli senza essere bloccati dalla paura. Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo #1maggio

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