Coronavirus Cina: rischio nuova ondata, 600mila persone in isolamento

CORONAVIRUS CINA: paura per una nuova ondata. Torna la quarantena: 600mila persone chiuse in casa

In Cina si era pensato che ormai il Coronavirus fosse soltanto un ricordo del passato, ma nella contea di Jia, che confina proprio con Hubei, circa 600.000 persone sono tornate a rinchiudersi in casa.

La vita era tornata alla normalità, la gente aveva iniziato ad uscire di casa, ora invece potrà farlo soltanto per andare a lavorare, facendosi controllare la febbre e indossando le mascherine e  per andare a fare la spesa. Si pensa che questa ondata sia dovuta dagli ansiomatici, coloro affetti da Coronavirus, ma senza sintomi. Coloro che possono contagiare gli altri, senza nemmeno sapere di avere il Covid-19.

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La Contea è stata costretta a chiudere negozi, a chiudere gli aeroporti e a rimettere le restrizioni per l’emergenza sanitaria, riguardo gli assembramenti di persone.

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La notizia è stata riportata sul South Morning China Post:

“L’autorità ordinano ai residenti della Contea di rimanere a casa dopo aver riscontrato casi all’ospedale della zona. L’obiettivo è quello di respingere una seconda ondata di virus, nel mezzo di una spinta per rilanciare l’economia. Sono entrate in vigore misure come il coprifuoco e un approvazione speciale per tutti i movimenti fuori dalle proprie abitazioni. Circa 600 mila residenti in quarantena. Dopo mesi di restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus, la Cina ha riportato un declino nei casi di Covid-19. Sono state segnalate nuove infezioni”.

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Per quanto la riguarda la situazione a Hong Kong, sono stati registrati 32 nuovi positivi, per un totale complessivo di 714.

Le restrizioni sarebbero dovute finire il prossimo 11 aprile, ma il dott. David Hui, esperto di salute respiratoria dell’università cinese, crede che ci sarà la necessità di estenderle:

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“Con il crescente numero di casi ogni settimana, dobbiamo rimanere vigili e continuare le misure di allontanamento sociale. Penso che ci siano buone probabilità che le misure di distanziamento sociale vengano estese, perché siamo ancora assistendo ad un numero crescente di casi ed alcuni focolai della comunità”.