Il piccolo Thiago è tornato a camminare

"E' accaduto tutto in un lampo. Era ubriaco. Ho sentito un botto e subito dopo come qualcosa che mi sollevava e mi spingeva via. Ho visto il passeggino volare. L'ho visto a terra, ho cercato di trascinarmi verso di lui... poi ho sentito quello che il paramedico ha detto al cellulare"

Nessuno ha mai dimenticato la sua storia, Thiago aveva portato tanta commozione e anche tanta rabbia, per ciò che è stato costretto ad affrontare. Nello scorso mese di marzo, questo bimbo di 14 mesi, si trovava con la sua mamma, una donna di circa 28 anni, di nome Raisa e con suo padre, ai giardinetti della sua città, Marostica, in provincia di Vicenza (Veneto).

“Quando tuo figlio lotta per sopravvivere, non puoi permetterti il lusso di mollare. E’ accaduto tutto in un lampo. Ho sentito un botto e subito dopo come qualcosa che mi sollevava e mi spingeva via. Ho visto il passeggino volare. Ho visto Thiago a terra, ho cercato di trascinarmi verso di lui, ma una signora mi ha detto di non toccarlo, era meglio aspettare l’intervento dei medici. Poi ho sentito un soccorritore al telefono: il bimbo ha una gamba mutilata. E’ così che l’ho saputo”, ha raccontato la sua mamma.

I due sono stati travolti da un piccolo camion guidato da Pietro Dal Santo, un uomo sotto effetto di alcol ( quattro volte superiore a quello consentito dalla legge), che in quel momento era intento a fuggire da un posto di blocco.

Nei successivi sei mesi, Thiago ha lottato con tutte le sue forze. Il bambino aveva appena iniziato a camminare e questa è stata la cosa che più ha commosso le persone che si sono strette intorno al dolore della famiglia. “Si cercava il piedino, alla fine della gamba…”

Dopo l’incidente, Thiago è stato portato all’ospedale di Padova, dove i medici non gli avevano dato molte speranze. Invece, si è dimostrato un guerriero e gli stessi dottori, hanno pianto ad ogni suo progresso.

Suo padre, Elidon Kraja, ci ha tenuto a ringraziare tutti quelli che lo hanno aiutato, compresi i suoi colleghi e i suoi datori di lavoro: “dopo l’incidente, i miei colleghi volevano cedermi le loro ferie, per permettermi di stare accanto a Thiago. La proprietà rispose che non serviva: mi avrebbe pagato ugualmente lo stipendio, anche se non andavo al lavoro. E così è stato per quasi sei mesi. Sono tornato a lavorare da poco. Sarò sempre riconoscente alla Pedon”.

“Grazie anche ai medici e a tutte quelle persone di Marostica, che hanno mandato messaggi affettuosi e che ora, quando le incontro, mi abbracciano e mi trasmettono tanta forza. Al nostro avvocato, ma anche alla fondazione Volksbank che ha raccolto donazioni per oltre 30mila euro, fondamentali per affrontare le spese di questi mesi”.

Oggi Thiago ha una protesi ed è tornato a camminare. I suoi genitori hanno raccontato che non appena si sveglia, la indica, perché non vede l’ora di alzarsi e scorrazzare per casa!

Non è stato facile, ma questo bambino è un vero guerriero!

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