Infermiera adotta una bambina che per mesi e mesi, nessuna famiglia affidataria ha voluto

Infermiera racconta di come nessuno ha voluto quella bambina, di come lei alla fine è stata travolta da questa cosa, che si chiama maternità e di come la sua vera madre, l'ha illusa, per poi tornare a drogarsi

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Molte storie ci hanno insegnato che a volte, la maternità arriva quando meno te lo aspetti, in modo sorprendente, stravolgendoti la vita e rendendola meravigliosa! Negli ultimi giorni, c’è una commovente storia che sta girando sul web e che sta lasciando tanto amore, nel cuore di migliaia di utenti!

La protagonista è un’infermiera di nome Liz Smith, di Brighton, nel Massachusetts. Era il 2016, quando questa donna ha visto per la prima volta Gisele negli occhi. “Sono la direttrice del reparto neonatale all’ospedale Franciscan Children di Brighton, nel Massachusetts e quel giorno stavo prendendo l’ascensore, quando ho visto questo angelo dagli occhi blu e con un ricciolo marrone, che le incorniciava il viso. Aveva soltanto otto mesi ed era ricoverata già da mesi, perché aveva la sindrome di astinenza neonatale. Si tratta di una patologia da cui sono affetti i neonati delle madri, che in gravidanza, hanno fatto uso di sostanze stupefacenti e le hanno trasferite al feto, tramite la placenta. Una volta nato il neonato, cessa di ricevere queste sostanze e va in sofferenza. Non solo, il bambino non si sviluppa correttamente e spesso nasce prematuro, così come è successo a lei. Ricordo di aver guardato l’infermiera e di averle chiesto: chi è questo angelo? Lei mi rispose: si chiama Gisele. Era stata tolta dalle cure di sua madre, quando aveva tre mesi e l’avevano portata al reparto di terapia intensiva neonatale. I suoi piccolo polmoncini, avevano bisogno di particolari cure. Aveva anche sviluppato un’altra patologia, che prende il nome di avversione orale , un evento comune nei bambini che non hanno mai provato piacere nel mangiare e che li rende, quindi, restii al cibo. Il team medico, l’ha nutrita per un lungo periodo, attraverso un tubo.

Nei cinque mesi in cui la piccola Gisele è stata ricoverata nell’ospedale, non ha ricevuto nessuna richiesta di adozione, da parte di una famiglia affidataria. Gli assistenti sociali che si stavano occupando del suo caso, ce l’hanno messa tutta, ma ogni famiglia, dopo aver sentito la sua storia, si rifiutava.

Questa cosa mi spezzava il cuore. Un giorno l’ho guardata e qualcosa dentro di me mi ha detto che sarei diventata io la sua mamma. Ho sempre pensato di sposarmi, come sogna ogni donna e poi di avere un bambino. una famiglia perfetta, come quella in cui sono cresciuta. Non ho mai incontrato l’uomo giusto. Un po’ di tempo fa ho provato con la fecondazione in vitro, ma non ho avuto successo, così ho rinunciato al mio sogno di diventare madre.

Quando guardavo Gisele negli occhi, però, provavo una sensazione che non vi so spiegare e che provo tutt’oggi. Così ho deciso di propormi come mamma adottiva. Dopo tre settimane mi dissero di sì. E’ stato il giorno più bello della mia vita! Mi avvertirono però di una cosa… ero la mamma adottiva di Gisele anche per vie legali, ma avrebbero fatto qualsiasi cosa per riunirla con la sua vera mamma. Se questa si fosse sottoposta al processo di recupero e disintossicata, avrebbe potuto riprendersi la sua bambina.

Inizialmente vennero a trovarla settimanalmente, sia sua madre che suo padre, in compagnia degli assistenti sociali, ma alla fine, purtroppo, decisero di rinunciare a Gisele e tornarono a drogarsi, rinunciando ad ogni diritto genitoriale.

La notizia avrebbe dovuto rendermi felice, invece no, mi spezzò il cuore. Io avevo guadagnato Gisele, ma lei aveva perso la sua mamma e il suo papà. A quindici mesi, la mia dolce bambina imparò a camminare e a dire qualche parolina. Ha ancora bisogno di un sondino, ma mangia e cresce, ogni giorno di più.

Oggi sono la sua mamma e sono la donna più felice del mondo”.