La storia di Kelly Turner

La terribile storia di una madre di nome Kelly Turner, accusata della morte della sua bambina di 7 anni

Quanto fatto da una madre di nome Kelly Turner ha sconvolto il mondo intero. La figlia stava bene, ma lei ha convito tutti che fosse malata

Kelly Turner è stata condannata a 16 anni di reclusione, dopo lunghe indagini su cosa è davvero accaduto alla sua bambina di 7 anni, Olivia Gant.

La storia di Kelly Turner

La storia della bambina aveva commosso tutto il mondo, dopo gli appelli della sua mamma. Era tanto malata e aveva bisogno di aiuto. La vicenda è accaduta nel 2017 e in molti, forse, ricorderanno le foto virali di quella bimba nel letto d’ospedale.

Perfino organizzazioni no profit e associazioni si erano mosse in sostegno di Kelly Turner, conosciuta anche con il nome di Kelly Gant.

Tutti erano convinti che Olivia soffrisse di una malattia terminale e hanno fatto il possibile per garantirle un meraviglioso fine di vita. Anche i medici erano stati raggirati da quella crudele mamma. La verità è emersa solo due anni dopo il triste decesso della minore.

Il piano di Kelly Turner

La donna era riuscita a raccogliere, attraverso una raccolta fondi, migliaia di dollari. Tutti credevano che fossero destinati a realizzare gli ultimi sogni della figlia, come quello di acquistare un costoso costume da “principessa pipistrello”, fare un ultimo viaggio e trascorrere un giorno con i Vigili del Fuoco o con gli agenti di polizia.

I dottori non riuscivano a capire la fonte del malessere di quella bimba. La madre raccontava di una malattia terminale. Ma a causare quei sintomi, era proprio lei. Le sottoponeva a trattamenti intensivi non necessari, le dava farmaci su farmaci, la riduceva come una malata vera e propria. Olivia era in perfetta salute, prima che sua madre decidesse di mettere fine alla sua vita.

Era riuscita a provocarle sintomi, che avevano perfino ingannato i medici. E tutte le cure a cui è stata sottoposta, hanno portato al più tragico dei finali.

La storia di Kelly Turner

I dottori, alla fine, hanno deciso di rimandarla a casa, dove avrebbe ricevuto le cure palliative, ma la piccola Olivia si è spenta per sempre poche settimane dopo.

La causa del decesso era un blocco intestinale. Diverso tempo dopo, gli inquirenti hanno iniziato ad avere dei sospetti ed hanno deciso di riesumare il corpicino per indagare a fondo. Nessun segno che quella bambina avesse avuto davvero le malattie indicate dalla madre e scritte sulle cartelle cliniche.

Kelly aveva portato in ospedale anche la sua seconda figlia, per un presunto dolore alle ossa. Da lì, la nascita dell’orribile sospetto.

La donna è stata condannata ed è stato stabilito che è affetta dalla sindrome di Munchausen, un disturbo psicologico dei genitori che cercano attenzione attraverso la malattia dei loro figli, causando loro lesioni che richiedono cure.