La vendetta di Paola Elvira Córdoba

La vendetta di Paola Elvira Córdoba sul marito che la obbligava a vendere il suo corpo non è tardata ad arrivare: adesso la donna dovrà pagare le conseguenze.

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La vendetta di Paola Elvira Córdoba ha fatto il giro del mondo ma, nonostante lei abbia fatto una cosa socialmente inaccettabile, togliendo la vita al marito, tutto il mondo la difende e la giustifica. Chi non conosce i fatti potrebbe non essere d’accordo con il suo gesto ma una volta sentita la storia di questa donna, le cose cambiano.

Paola Elvira Córdoba, 38 anni e sua figlia Milagros, 18 anni, sono state arrestate per aver tolto la vita al padre, Alberto Naiaretti, 46 anni. È accaduto nel distretto Malvinas Argentinas, 20 km a nord di Buenos Aires, in Argentina.

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La donna e sua figlia sono accusate di omicidio: Paola Còrdoba ha accoltellato 185 volte suo marito Alberto Naiaretti e la figlia sembra aver partecipato… anche se tutto è ancora da dimostrare. Ma prima di arrivare al tragico epilogo (e per tragico viene inteso l’arresto delle due donne), ecco la storia della loro vita.

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Paola Elvira Córdoba era sposata da 20 anni con Alberto Naiaretti e, con lui, aveva 4 figli, di 18, 13, 9 e 6 anni. Paola ha vissuto 20 anni di inferno: il marito, proprietario di un autolavaggio, la maltrattava, la picchiava e la obbligava a vendere il suo corpo per pochi spiccioli che lui incassava e spendeva per comprarsi da bere. Ma i maltrattamenti non si fermavano qui: l’uomo faceva spesso del male ai figli. Ultimamente aveva deciso di vendere alche la figlia di 18 anni.

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Un giorno la donna è tornata a casa e ha trovato il marito che stava lottando con la figlia Milagros cercando di approfittare di lei. A quel punto la donna non ha pensato nemmeno un secondo. Ha preso un coltello dalla cucina e ha colpito suo marito 185 volte. Anche la figlia diciottenne sembra averla aiutata nella colluttazione. Il delitto si è consumato sabato in una casa nella città di José C. Paz.

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La donna lo aveva denunciato 4 volte negli ultimi 2 anni per violenze ma nulla era successo. A raccontare il calvario della donna è María Córdoba, la sorella di Paola che, tra le lacrime, ha detto che tutta la famiglia sapeva delle violenze ma che tutti lo temevano. La legge non aveva fatto nulla e loro aspettavano con terrore che una tragedia accadesse.

“Maltrattava i bambini, Paola, era una persona cattiva”, ha detto ai giornalisti María Córdoba. Ha aggiunto di aver ricevuto un messaggio sul cellulare da Milagros, la figlia, sabato scorso: “Zia corri perché mamma ha ucciso papà”.

Adesso la giustizia farà il suo corso ma per le due donne si sta mobilitando l’Intera città che chiede la loro liberazione per aver agito per legittima difesa.