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Le Iene, Alessandro Politi ancora positivo al COVID-19 dopo 30 giorni

Le Iene show: Alessandro Politi è il giornalista della redazione positivo al COVDI-19. Tuttavia dopo 30 giorni, senza sintomi il ragazzo risulta ancora positivo

Le Iene show, il noto programma di Italia 1, come tutti ormai saprete è fermo da diverso tempo: uno dei giornalisti della redazione, Alessandro Politi è infatti positivo al Coronavirus. Il ragazzo dopo 30 giorni è ancora positivo e queste sono le sue parole e il racconto di quanto è accaduto

“Ho avuto febbre e tosse per pochi giorni, poi mi sono sentito bene. Ma dopo un mese il mio tampone è ancora pienamente positivo

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“Il 5 marzo mi sono svegliato con un forte mal di testa, febbre alta e un po’ di tosse. In quel momento non c’erano ancora i decreti di chiusura. Provo in tutti i modi a farmi fare un tampone, anche se non vogliono farmelo perché non ho una sintomatologia così grave. Comunque in ospedale spiego che sono un giornalista e sarei potuto entrare in contatto con tantissime persone“.

Dopo le varie spiegazioni e denunce del ragazzo tuttavia, l’ospedale accetta e lo sottopone al tampone che risulta positivo al COVID-19. Da quel momento Alessandro Politi si mette in quarantena e cura la malattia come può a casa

“La cosa sorprendente è che la sera stessa con una tachipirina la febbre è passata, il giorno successivo avevo meno sintomi e al terzo giorno non avevo più niente. Se non avessi fatto il tampone, avrei pensato di avere un’influenza” continua Alessandro

Dopo i famosi 14 giorni di quarantena e isolamento, il ragazzo decide di sottoporsi di nuovo al tampone che stando a quanto si sa sul COVID-19 sarebbe dovuto risultare negativo e invece: la spiacevole sorpresa. Per risultare del tutto negativi infatti due tamponi devono dare esito di negatività

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“Io stavo bene, ma dopo 17 giorni ero ancora pienamente positivo. “Pssano altri dieci giorni e il 3 aprile, cioè l’altro ieri, faccio un altro tampone. Ormai è quasi un mese che sono senza sintomi, ma l’esito è sempre lo stesso: pienamente positivo. Ho chiesto se è normale, i medici hanno ipotizzato che potrei aver preso una carica virale più aggressiva. Il mio corpo fortunatamente la sta gestendo bene ma ci vuole più tempo per debellarla”.

A questo punto però la domanda che si pone il giornalista è una sola: siamo sicuri che bastino 15 giorni di quarantena per evitare il contagio?

“Perché le istituzioni permettono a persone che hanno avuto i miei stessi sintomi di uscire di casa dopo 15 giorni senza aver ricevuto un tampone? Quante persone potrebbero essere a lavorare con il rischio di diffondere il virus. Come si è deciso che i quindici giorni siano sufficienti, se io dopo trenta giorni sono ancora positivo? Non è che forse il contagio tarda a fermarsi anche per questo motivo?”.

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