Asilo nido L'Aquila

Le parole del bambino di 12 anni che ha provocato l’incidente a L’Aquila

Ascoltato dagli inqurenti, il bambino di 12 anni ha dichiarato di aver capito ciò che stava succedendo e di aver tentato invano di evitarlo

Un attimo di distrazione, oppure un gioco finito male. Non è chiaro quale sia stato il motivo per cui il bambino di 12 anni rimasto nell’auto di fronte all’asilo di L’Aquila abbia provocato il drammatico incidente che ha sconvolto il capoluogo abruzzese il 18 maggio scorso. Ascoltato degli inquirenti, lui ha dichiarato di non aver toccato il freno a mano e di aver tentato invano di fermare l’auto.

Asilo nido L'Aquila

Naturalmente, a soffrire di più di quanto successo nel primo pomeriggio dello scorso 18 maggio a L’Aquila, è la famiglia del piccolo Tommaso. Il bimbo di 4 anni stava giocando con i suoi compagnetti nel giardino dell’asilo Primo Maggio, quando una macchina gli è piombata addosso uccidendolo.

Ma cosa ha causato l’incidente? Stando a quanto riportato, all’interno della vettura era rimasto il figlio 12enne di una donna, che era scesa per entrare nell’asilo a riprendere le due gemelline più piccole.

Il bambino, così come sua madre, che ora è indagata per omicidio stradale, è stato ascoltato, alla presenza di un assistente sociale, dagli inquirenti incaricati.

E pare che il ragazzino abbia dichiarato di non aver toccato il pulsante del freno a mano.

Il bambino di 12 anni ha tentato poi di fermare l’auto

Asilo nido L'Aquila

Il bambino di 12 anni ha raccontato anche di essersi reso conto di quello che stava succedendo e di aver tentato di fermare l’auto, purtroppo invano.

A cercare di fermare l’auto, a mani nude, era stata anche la donna, madre del ragazzino, che per l’appunto era scesa dall’auto e stava entrando nella struttura scolastica per prendere le sua altre due figliolette.

Il perdono del papà di Tommaso

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Questi tentativi disperati, così come quelli dei soccorritori giunti prontamente sul posto per soccorrere i sei bambini rimasti schiacciati dall’auto, purtroppo non sono serviti a nulla per salvare la vita del piccolo Tommaso.

Patrizio D’Agostino, papà del bimbo di 4 anni morto, ai giornalisti di La Repubblica ha raccontato quei drammatici istanti. Lui era stato uno dei primi ad arrivare sul posto, considerando che abita proprio di fronte all’asilo.

Uno dei suoi pensieri, nonostante tutto, va proprio alla famiglia della donna proprietaria dell’auto che ha schiacciato Tommaso.

Non c’è nessun desiderio di vendetta, perché non è stata una cosa volontaria, ma una disgrazia. Se lo volesse, io e mia moglie la abbracceremmo, perché sappiamo che anche lei porterà il peso di quello che è successo per tutta la vita.