Le prime confessioni di Donatella Di Bona

Il piccolo Gabriel è morto, strangolato da sua madre. Donatella è stata interrogata e dopo ore, ha confessato che c'era anche Nicola, il movente e quello che avrebbe fatto l'uomo

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Ancora nuovi ed agghiaccianti aggiornamenti sull’omicidio del piccolo Gabriel, il bambino di due anni e mezzo, morto strangolato da sua madre, Donatella Di Bona, 28 anni, a Piedimonte San Germano, Cassino. La donna si trova in carcere, a Rebibbia, con l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato, insieme al padre del bambino, presente al momento dell’accaduto.

Secondo gli interrogatori e secondo le indagini, Nicola Feroleto, il papà, è rimasto a guardare senza fare nulla. I due si erano appartati con la macchina, ma Gabriel ha iniziato a piangere e a disturbarli. Donatella ha pensato di azzittirlo, ma lo ha ucciso. “Piangeva e l’ho messo disteso a terra sul prato. Poi ho messo la mano destra sulla sua bocca e la sinistra intorno al collo. Più gridava e più io mi innervosivo. Più si dimenava per liberarsi, battendo le gambine, più aumentavo la presa”, queste le parole di Donatella, parole che fanno accapponare la pelle. Non è stato l’unico racconto della donna. Donatella ha confessato che anche Nicola era presente e che è rimasto a guardare, senza fare niente. Il bambino non ha permesso loro di “consumare” e ha pagato con la sua stessa vita. Nicola avrebbe anche sussurrato una frase agghiacciante, durante la lite: “vi levo dal mondo”. Due genitori, che insieme hanno ucciso il loro stesso sangue e che, fino ad oggi, non hanno ancora mostrato il minimo segno di pentimento. Secondo quanto confessato da Donatella, il padre avrebbe soltanto dato due ceffoni al piccolo, perché non smetteva di piangere, dopodiché, per non essere incolpato, è rimasto a guardare. Quando la donna gli ha domandato perché non l’avesse fermata, lui non ha risposto, ma ha alzato le spalle.

La mamma di Donatella continua, invece, a sostenere che sua figlia sia innocente e che Nicola la stia costringendo. Secondo la nonna, Donatella era terrorizzata dall’uomo, che la minacciava ogni giorno ed amava suo figlio: “non gli avrebbe mai fatto del male”.

Donatella non è l’attuale compagna di Nicola. L’uomo conviveva, fino al giorno dell’omicidio, con Anna, da ben 15 anni. Quest’ultima sapeva del tradimento con Donatella e di questo figlio, ma lo aveva perdonato, per amore della famiglia. O almeno, fino al giorno dell’omicidio. Lui le ha chiesto di coprirlo con le forze dell’ordine, dichiarando che fosse con lei, ma Anna si è rifiutata: “lo odio, mi fa schifo”.

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Le indagini sono ancora in corso, troppi tasselli mancanti. Bisognerà chiarire il ruolo preciso di Donatella e Nicola durante l’omicidio del piccolo Gabriel. Il commovente video del funerale del piccolo: