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L’Estetista Cinica, Cristina Fogazzi, e i tag a Giulio Gallera: raccolte testimonianze su assenza tamponi

Cristina Fogazzi, in arte l'Estetista Cinica, ha rivolto un appello a tutte le sue follower: la donna sta raccogliendo testimonianza dei tamponi non fatti

Cristina Fogazzi, in arte e sui social l’Estetista Cinica, ha deciso di parlare chiaro su Instagram rivolgendosi all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, a far preoccupare ed arrabbiare Cristina sono le ultime dichiarazioni dell’uomo in merito ai tamponi Covid-19

Giulio Gallera, in uno scontro televisivo con Laura Castelletti, vicesindaca di Brescia ha dichiarato che: “I medici fanno i tamponi, dal lunedì abbiamo avuto vuoi i sindacati che ci hanno detto ‘è ma però cosi rischiamo che qualcuno non venga in ospedale’. Da lunedì tutti i medici e gli infermieri controllano la febbre”  (VIDEO QUI)

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Al mio socio Mauro che ha perso il suo adorato papà oggi ricordo che siamo tutti lì intorno a lui anche se non possiamo nemmeno andare ad abbracciarlo. So che mi legge ma non lo taggo perchè non ama le luci della ribalta, lascia sempre i palchi a me e si prende le rotture del commercialista. Questa situazione surreale fa male come un pugno in piena faccia e non potersi abbracciare nel dolore, non potersi nemmeno stringere la mano è tremendo. Ma noi siamo tutti qui. Non si parla di morte su instagram ma purtroppo questo è quello che succede nella vita vera, in questo momento più che mai. Andrà tutto bene, faremo andare tutto bene, ci batteremo come leoni per cercare di riportare uno scampolo di normalità nelle nostre vite straziate. State a casa. Fatelo per tutti noi. Da Brescia è tutto.

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Queste parole però sembrano non trovare riscontro nelle tante follower di Cristina Fogazzi. Proprio l’Estetista Cinica ha richiesto alle sue fan (soprannominate ‘fagiane’) di mandarle testimonianze e di taggare ripetutamente Giulio Gallera sul social per far arrivare anche a lui quanto realmente sta accadendo in Regione. Cristina, che ricordiamo vive a Brescia, infuriata ha così commentato l’accaduto, raccontando dapprima aneddoti a lei vicini:

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“Sono incappata in un video in cui l’assessore Laura Cappelletti di Brescia discuteva con Gallera dicendogli che bisogna fare i tamponi per riuscire a fermare le epidemie, e lui rispondeva che i tamponi si fanno, vi racconto due cose (video in alto)

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Da qui Cristina Fogazzi racconta che proprio qualche giorno fa è venuto a mancare il padre del suo socio, positivo al COVID-19. Prima di essere ricoverato il signore è stato accudito dal figlio che non è mai stato sottoposto a tampone, nonostante la ripetuta vicinanza con il padre. All’uomo sono stati consigliati solo i 14 giorni di isolamento, ma non era obbligato a farli, tanto che non c’è stata vigilanza sull’isolamento dell’uomo

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La seconda testimonianza dell’Estetista Cinica riporta che un altro papà di una suo caro amico è ricoverato in ospedale positivo al Coronavirus e venuto a contatto con tutti i membri della famiglia, ma anche in questo caso nessuno è stato sottoposto al tampone. Dopo il racconto la donna riprende

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“Possiamo confermare che non vengono fatti i tamponi a tappeto come sta dicendo Giulio Gallera. No, non è vero. Visto che ho amici che stanno lavorando negli ospedali Bresciani, no, i tamponi non vengono fatti nemmeno ai medici se sono asintomatici. Quindi, Dottor Gallera, me lo venga a spiegare a me la questione dei tamponi. La aspetto. Perché andare in televisione a dire ‘i medici di famiglia  vengono dotati di questo, stiamo agendo così, stiamo facendo cosà’, siamo bravi tutti. Però poi a farle chi è sul territorio il disastro lo vede e lo vive quotidianamente. Non ci raccontante st**nzate.

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E visto che qua siamo in tante, che ci siamo mosse per mille cose tutte insieme: taggatelo anche voi l’assessore Gallera, (…) così magari ci spiega perché sui territori avviene il contrario di quello che lui dice alla televisione. (…) Io capisco lo sforzo di tutti, ma andare in televisione a raccontare cose che non sono assolutamente vicine a quelle che avvengono nella realtà di tutti i giorni, NO”

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Wonder woman é solo un bieco mezzuccio per attirare la vostra attenzione su alcune riflessioni che ritengo importanti, che ritengo importanti oggi, dopo una settimana di lavoro rallentato e con lo spauracchio di una recessione economica alle porte. In questo post si parla di soldi, non per fare uno show off di soldi ma perchè i soldi, se si parla di business, sono un indicatore importante. E io sono una che si veste da wonder woman e litiga su twitter, ma sono pure una che ha qualcosa da raccontare sul fare impresa. Vi racconto questa storia per dirvi di provarci. Per dirvi che i social network non sono solo il posto delle ragazzine, ma una gigantesca piazza a cui far conoscere il vostro lavoro e il vostro prodotto. Certo, quel lavoro o quel prodotto lo dovete SAPER FARE perchè di fuffa è pieno il mercato,oltre che l’instagram, e la fuffa funziona per 3 mesi ma poi il passaparola la distrugge. Vi racconto questa storia perchè è la mia storia e voi mi vedete qui tutti i giorni, non mi studiate sui libri di marketing, voi sapete come si chiama il mio cane e mi avete visto in mutande, coi vestiti da sera, in vacanza. Mi avete visto ridere, piangere, incazzarmi. Sapete che sono una persona come voi. Ieri instagram mi ha ricordato che era il 2017 quando lanciavo slim_me. Ho guardato quel post con la tenerezza di una mamma che vede la foto di suo figlio quando era alle elementari. Nel 2017 avevo deciso che le bende da fare a casa erano un’idea geniale e nessuno ci credeva. Ho ordinato 50 pezzi di tutto il necessario. I numeri che faceva girare il mio shop erano quelli: 50/100/200 pezzi al massimo. Era il 2017, sul mio shop on line ho venduto 2592 slim_me. Lo shop on line chiudeva l’anno a 895.000 euro. Io credevo fosse un miracolo. Volevo comprarmi una spider. Con un doppio carpiato arriviamo a ieri. È il 2019, lo shop on line ha venduto 35.081 slim_me e chiuso l’anno a 24.000.000 di euro a cui ne vanno aggiunti circa 4 (sempre milioni) di vendita retail. Tutto questo é accaduto in due anni. Continua nel primo commento

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Cristina Fogazzi da qui ha riportato tutte le testimonianze delle persone che la seguono, taggando Giulio Gallera. Dall’uomo non è arrivata ancora alcuna risposta. E non sappiamo se mai arriverà, se non altro però l’influencer è stata in grado di smuovere l’opinione pubblica e di dar voce a tante persone che stanno soffrendo e vivendo l’incubo in prima persona

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