Lettera del bimbo positivo al Coronavirus

Lettera del bimbo positivo al Coronavirus: mi mancano gli abbracci

La commovente lettera del bambino positivo alla Covid-19

La lettera del bimbo positivo al Coronavirus sta facendo commuovere tutta Italia. Il piccolo è a casa in quarantena e per fortuna è asintomatico, ma deve fare i conti con tutte le restrizioni che questa condizione comporta. Suo papà lavora in ospedale e sa bene cosa ci ha tolto questa pandemia. Cosa gli mancano di più? Gli abbracci.

Bambino scrive sul foglio
Fonte Pixabay

Il bambino vive ad Atena Lucana, un paese che si trova in Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Giuseppe ha solo 8 anni, ma ha già commosso tutta l’Italia dopo che la sua lettera è stata pubblicata sui social network.

Giuseppe è risultato positivo al nuovo Coronavirus, per fortuna è asintomatico, ma deve rimanere in casa in quarantena. Da un po’ di tempo conosce cosa significa pandemia, ma oggi per lui è una parola brutta, che lo costringe a stare a casa. Vorrebbe dimenticarla.

Mi mancano gli abbracci dei miei nonni lontani, mi manca il mio papà e spero che tutto quanto presto finirà.

Queste le parole del bambino, il cui papà lavora in ospedale. Quindi conosce da vicino cosa questa epidemia sanitaria, che ha coinvolto tutto il mondo, sta facendo nel nostro paese.

Costringendoci a non abbracciarci, a non stare vicino a chi si vorrebbe, a chiudersi in casa per non contagiare gli altri. Ha solo 8 anni, ma come molti altri bambini italiani e del mondo ha dovuto crescere in fretta.

Matite colorate per scrivere
Fonte Pixabay

La lettera del bimbo positivo commuove tutti quanti

Una vera e propria poesia, condivisa sui social network dal piccolo Giuseppe Cicchetti. Che vi scriviamo per intero qui di seguito.

Lettera del bimbo positivo al Coronavirus
Fonte Pixabay

Non conoscevo la pandemia. Il mio papà ogni giorno va via, lui lavora in corsia. Mi manca perché non mi fa compagnia insieme a lui da un po’ conosco il significato della parola pandemia, oggi per me è la parola più brutta che sia. È arrivata a marzo e non va più via. Mi costringe a stare a casa mia vorrei dimenticarla e non sapere più che cosa sia. Lei ci tiene lontani, come tanti cuori solitari. Mi mancano gli abbracci dei miei nonni lontani. Mi manca il mio papà e spero che tutto questo presto finirà.

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