Lorenzo Farinelli non ce l’ha fatta

Si è spento a casa sua ad Ancona il giovane medico attore 34 enne affetto da una comune forma di tumore

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Non ce l’ha fatta Lorenzo Farinelli, il medico 34 enne originario di Ancona affetto da Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B. Il suo appello, pubblicato sui social qualche giorno fa aveva commosso l’intera nazione. Per lui si erano mobilitati anche diversi vip.

Lorenzo aveva fatto un appello per raccogliere una somma di denaro necessaria per viaggiare fino in America per sottoporsi ad una terapia sperimentale con buone probabilità di successo. Il video era diventato virale e aveva permesso di raccogliere in pochi giorni oltre 500 mila euro.

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La cifra che sarebbe avanzata Lorenzo l’avrebbe voluta devolvere in beneficenza e per fare ricerca. “Non è finita finché non è finita. Non voglio morire” aveva detto Lorenzo.

Lorenzo si è spento a casa sua dopo essere stato dimesso dall’ospedale di Ancona, era stato dimesso dall’ospedale e aveva interrotto la chemioterapia per poter far sì che il viaggio negli Usa sarebbe stato immediato.

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La sua immagine rimarrà sempre impressa nella mente di tutti, un ragazzone che i fronte alla malattia non ha potuto fare altro che gridare dolore e disperazione. Facevano commuovere le parole sotto al suo video appello:

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“Ciao, siamo mamma e papà, e Lorenzo per noi è un figlio. Sono Martina, e Lorenzo per me è un compagno. Siamo Laura e Ludovica, e Lorenzo per noi è un cugino. Siamo Alessandro, Benedetta, Elena, Emanuele, Tommaso e Xhulia, e Lorenzo per noi è un amico. Siamo qui a chiedervi aiuto a nome di Lorenzo. Lorenzo è un ragazzo di Ancona di 34 anni. Lorenzo è un medico, ma è anche un attore. Lorenzo per noi è un figlio, un compagno, un amico. Lollo è una persona semplice, fa un lavoro che ama e che gli permette di aiutare gli altri e quando esce da lavoro va a lezione di teatro e di canto, gioca di ruolo, legge, va al cinema, esce con gli amici…

Tutto questo fino a 8 mesi fa, quando gli è stato diagnosticato un tumore chiamato Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B che, dopo mesi di terapia, si è rivelato essere chemio-resistente. Purtroppo, ad oggi, non si riscontrano più protocolli terapeutici standard che possano salvargli la vita. La sua unica vera speranza è riposta in un protocollo sperimentale chiamato “Car-T”, ormai molto diffuso negli Stati Uniti e appena approdato in Europa, che, in caso di successo, permetterebbe ai linfociti T del paziente di identificare ed eliminare le cellule tumorali altrimenti indistinguibili all’organismo. La cura è molto costosa e Lorenzo non può affrontare questa spesa. Adesso è una corsa contro il tempo. Per questo motivo ci siamo uniti, familiari ed amici sotto un grande abbraccio ed un’iniziativa chiamata “salviamoLo” al fine di promuovere una raccolta fondi mirata a sovvenzionare le sue cure negli Stati Uniti, dove Lorenzo verrebbe ammesso e trattato sin da subito. Lorenzo vuole continuare a combattere, ma ora non può più farlo da solo. Ora ha bisogno di noi e di tutti voi.”

Ci stringiamo al dolore dei famigliari e degli amici di Lorenzo.