Nicolò un altro eroe del pullman incendiato a Milano

Si chiama Nicolò ha 12 anni ed è un altro eroe di quella che poteva essere una strage. Ecco cosa ha fatto a bordo del pullman

Home > Attualità > Nicolò un altro eroe del pullman incendiato a Milano

Il 20 Marzo a Milano è successo l’impensabile: l’autista di un autobus che doveva portare fuori dei ragazzini di 12 anni ha dirottato il percorso per tentare di incendiare il mezzo con a bordo tutti gli studenti. È incredibile come questa storia abbia un lieto fine, il migliore quello che tutti abbiamo sperato di vivere.

Ma se tutti i 51 ragazzi a bordo del pullman sono salvi è grazie a due ragazzi speciali: Rami e Nicolò. Il primo è stato così furbo da riuscire a nascondere il telefono e chiamare i carabinieri prima che la strage potesse avvenire. Il secondo si chiama Nicolò ha 12 anni ed è stato meraviglioso. Ecco cosa racconta:

pullman-nicolo

“Il terrorista, io lo chiamo così, ha chiesto di avere qualcuno vicino a lui, e ha iniziato a spargere benzina. Poi è andato a prendere un ostaggio e ne ha chiesto un altro: se nessuno si fosse presentato minacciava di fare esplodere l’autobus. in un momento di panico, con i miei compagni agitati ho deciso di andare lì ed offrirmi volontario”

Incendio

Il piccolo ha raccontato la sua storia a Rai Radio 1, nella trasmissione A un Giorno da Pecora. È incredibile come un ragazzo così giovane possa aver avuto la lucidità di fare una cosa del genere: mettere la sua vita dopo quella di altri compagni.

incendio-milano

“Non mi sento un eroe, ho fatto solo la cosa giusta”spiega Nicolò dopo il suo atto di estremo coraggio. “Quando l’autista ha dirottato il bus ci ha urlato di allontanarci dalle porte, ci ha mostrato quella che noi pensavamo fosse una pistola, ha preso delle fascette e ha ordinato a i professori di educazione fisica di legarci. Poi ci ha imposto di dargli i telefonini, cosa abbiamo fatto tutti tranne Rami. Avevo paura, in tanti mi hanno creduto pazzo, ma penso di aver fatto la cosa giusta, l’ho fatto per i miei compagni. Ho cercato di tenere i nervi saldi”