Notre Dame, Vittorio Sgarbi spiazza tutti

Incendio a Notre Dame, Vittorio Sgarbi spiazza tutti: "Non abbiamo perso nulla, lì non c'è nulla di valore".

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Incendio a Notre Dame, Vittorio Sgarbi spiazza tutti: “Non abbiamo perso nulla, lì non c’è nulla di valore”.

 

Secondo Vittorio Sgarbi, l’incendio di Notre Dame non è una perdita artistica irreparabile: “Opere come Notre Dame sono il frutto di secoli di lavoro. Hanno alle spalle un’esistenza plurisecolare di modifiche, abbellimenti, restauri. Se guardiamo alle fiamme di queste ore con il metro della storia, capiamo che nulla è definitivamente perduto. Facciata e perimetro sono salvi. Andranno ricostruite la crociera e le guglie. Paradossalmente a crollare è stata una delle parti più recenti, frutto di un restauro di metà Ottocento”. Il giornalista si dice colpito da ciò che è accaduto ma non sotto choc, la cattedrale patrimonio dell’umanità è stata quasi del tutto devastata.

Secondo lui, a differenza dell’11 settembre, “questo incidente si riduce ad un semplice incidente di cantiere senza altre implicazioni”. Vittorio Sgarbi vede il lato positivo: “Io dico che in una decina d’anni tutto sarà a posto. Tra dieci anni Notre-Dame sarà più bella di prima” e assicura: “la risposta sta nel rogo. E la scintilla nelle impalcature dei restauri che hanno issato il fuoco. La procura di Parigi non dovrà faticare molto a mettere in fila gli eventi”.

Sgarbi che è uno storico e critico d’arte, ha voluto fare il suo intervento nel programma Quarta Repubblica, guardando le immagini dell’incendio ha spiegato: “L’intervento dei pompieri è stato efficace. La guglia che è caduta è un’architettura del 1870. La tragedia è morale, sì, ma tutto è riparabile. Il crollo della cattedrale di Noto è stato più grave, in 10 anni l’abbiamo recuperata. Inoltre non ci sono morti, non c’è terrorismo. Questo pianto generale è inutile, è una tragedia legata a un simbolo perfettamente recuperabile. Non possiamo credere di non poter ricostruire qualcosa che è stato fatto nel 1800”.

Lo storico d’arte ha concluso il suo intervento invitando tutti a non fare della retorica: “Basta retorica, bisogna distinguere tra le opere d’arte e le cartoline”.