La lettera di scuse di Tony Essobti Badre

Omicidio del piccolo Giuseppe Dorice: Tony Essobti Badre scrive una lettera di scuse ai giudici

Poco prima del processo di secondo grado, Tony Essobti Badre scrive una lettera di scuse al giudice: "Non volevo uccidere Giuseppe"

Oggi si terrà il secondo grado del processo per la morte di Giuseppe Dorice, il bambino ucciso di botte a Cardito nel 2019 dal patrigno Tony Essobti Badre. Quest’ultimo è stato condannato all’ergastolo e poche ore fa, è emersa la notizia di una sua lettera di scuse rivolta al giudice.

La lettera di scuse di Tony Essobti Badre

L’uomo ha confessato l’omicidio, ma adesso chiede che la sua pena venga rivalutata, perché “troppo dura“. Tutti ricordano la straziante vicenda della morte del piccolo Giuseppe e delle gravi condizioni della sorellina Noemi, ridotta in fin di vita dallo stesso patrigno. Quel giorno Tony, sovrastato dalla rabbia e sotto effetto di sostanze stupefacenti, ha picchiato i due bambini. Calci, pugni e poi non contento ha preso il manico della scopa.

La lettera di scuse di Tony Essobti Badre

Dopo aver lasciato il fratellino maggiore esanime sul divano, si è allontanato dall’abitazione. La madre, Valentina Casa, è rimasta a guardare e non ha fatto nulla per salvare la vita dei suoi figli. All’arrivo dei soccorsi, per Giuseppe era già troppo tardi. Mentre la piccola Noemi è stata trasportata in gravissime condizioni in ospedale. È stata proprio la bimba a raccontare che era stato “papà Tony” ad uccidere il fratello.

La lettera di Tony Essobti Badre

Oggi Tony Essobti Badre sottolinea le sue colpe e spiega che non voleva uccidere il bambino. Queste le parole contenute nella lettera per il giudice:

Signor giudice, mi scuso per il tempo che le faccio perdere, ma vorrei che lei mi possa aiutare a capire perché ho ricevuto un trattamento così duro. Ho sempre ammesso le mie responsabilità. Non so cosa è scattato nel mio cervello. È scattato il buio. Non volevo la morte di Giuseppe.

La lettera di scuse di Tony Essobti Badre

Il legale dell’omicida assicura che il suo assistito ha compreso la gravità del suo gesto e non merita una pena tanto “ingiusta”. Una pena, che sempre secondo la difesa, non terrebbe conto delle risultanze processuali e della situazione sociale e umana dell’uomo.

L’accusa nei confronti di Tony Essobti Badre è di omicidio colposo di Giuseppe Dorice e tentato omicidio della sorellina Noemi. Valentina Casa invece è stata condannata a sei anni di reclusione con l’accusa di omissione di soccorso. La donna sarebbe rimasta a guardare mentre il suo fidanzato pestava a morte i suoi figli e non avrebbe poi allarmato, nei giusti tempi, i soccorsi e le forze dell’ordine.

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