Padova, bambino nato in ambulanza. La mamma denuncia i medici: “lo hanno massacrato”.

RABBIA A PADOVA: bambino nasce in ambulanza. Mamma denuncia i medici: "è stato massacrato".

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La vicenda è accaduta sopra un’ambulanza, diretta all’ospedale di Padova. Una mamma ha dato alla luce il suo bambino, a sole 26 settimane di gestazione. Il piccolo adesso si trova in gravi condizioni. Una volta arrivato alla struttura sanitaria, è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale. I suoi piccoli arti si sono fratturati durante il parto e il suo corpicino è ricoperto di lividi.

Il neonato ha riportato anche degli ematomi anche al cervello e la madre adesso pretende giustizia, perché è convinta che il suo bambino sia stato massacrato dai medici che lo hanno fatto nascere.

La donna ha sporto denuncia alle forze dell’ordine di Padova ed ha spiegato che dottori, come era stato disposto dal suo ginecologo, avrebbero dovuto procedere con un taglio cesareo, poiché suo figlio era podalico. Oltre a ciò, stava nascendo in modo prematuro.

“Sono una donna di 46 anni e questa era la mia seconda gravidanza. Mi sono fatta seguire passo dopo passo ed ho fatto tutto quello che il mio ginecologo mi ha consigliato, senza avere mai problemi durante la gravidanza. Poiché era una gravidanza a rischio, mi aveva informata che sarebbe stato necessario un cesareo.

La mattina del 9 gennaio mi sono sentita male ed ho informato i paramedici della mia gravidanza a rischio. Mi hanno fatto sedere su una sedia di metallo e dopo molte insistenze, mi hanno trasferito in ginecologia. Mi sono rivolta ad una dottoressa, gridando che stavo male e che avrebbero dovuto visitarmi. Mi hanno deriso e si sono resi conto della gravità della mia situazione, soltanto dopo la visita.

Mi hanno fatto una flebo ed ho dovuto aspettare che un’ambulanza mi portasse all’ospedale di Padova per un cesareo.

Dopo più di un’ora mi hanno caricato in ambulanza ed ho sentito gli infermieri che litigavano tra di loro, per decidere se staccarmi o no la flebo.

Le contrazioni erano diventate più intense ed avevo rotto le acque. In quel momento il dottore ha deciso di far nascere il bambino in ambulanza, nonostante io gli avessi spiegato che avevo bisogno di un parto cesareo. Non ha voluto ascoltarmi ed ha iniziato a tirare fuori il mio bambino.

Dopo 15 minuti, mio figlio è nato. Era viola, il medico ha praticato sul suo corpicino un messaggio cardiaco e gli ha messo una maschera per l’ossigeno.

Sarei dovuta arrivare all’ospedale di Padova e partorire in sala operatoria. Adesso il mio bambino sta male e rischia la vita. Voglio che responsabili paghino. Nessuno dovrebbe essere trattato così”. 

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