Pasquale, innamorato del mare

Pasquale, 92 anni, ex minatore, ogni giorno fa 60 km in auto solo per guardare il mare.

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Ci sono persone a cui basta guardare il mare e respirare la salsedine per sentirsi bene, o quantomeno in pace con il mondo. A questa categoria appartiene senza dubbio Pasquale, un simpatico abruzzese ultranovantenne.

La sua storia è quella di molti ultraottantenni italiani: nel secondo dopoguerra Pasquale è fuggito da Poggio San Vittorino, il comune in provincia di Teramo che gli ha dato i natali, per cercare fortuna nel Nord Europa. Per diversi decenni ha lavorato in Belgio, in una miniera di carbone, a 900 metri sotto il suolo. Una vita di sacrifici, che nonostante tutto l’ha portato a superare di gran lunga l’aspettativa di vita media degli uomini italiani.

Oggi Pasquale ha 92 anni ed è lucidissimo. Così lucido da essere in grado di guidare tutti i giorni per 60 km (30 all’andata e 30 al ritorno) per guardare il mare. Sì, perché il pensionato teramano quando il tempo è clemente afferra la sua sediolina di legno, la carica in auto e viaggia fino a Giulianova. Arrivato a pochi passi dal bagnasciuga della sua spiaggia preferita, si siede e contempla il mare per due o tre ore. Nient’altro. Pasquale Di Marco è uno di quelli che realmente si accontenta delle cose semplici della vita. Fino a pochi giorni fa nessuno si era accorto di lui. Poi la pagina Facebook “Abruzzese fuori sede” ha pubblicato la sua foto mentre, seduto sulla sua sedia, guardava il mare. Grazie a quello scatto Pasquale ha attirato l’attenzione mediatica.

Francesco Marcozzi, un giornalista, lo ha incontrato e gli ha chiesto di raccontare la sua storia. L’uomo ha spiegato di aver lavorato, oltre che in fabbrica, anche come cameriere e, una volta andato in pensione, di essersi dedicato all’agricoltura. In 92 anni di vita tante cose sono cambiate, ad eccezione del suo amore per il mare. “Ringrazio Dio che mi dà la forza e che mi tiene la mente ancora lucida”. I suoi segreti oltre alla passione per la salsedine? Niente fumo e niente alcool. Ma, allo stesso tempo, “nessun limite” per quanto riguarda il cibo. Chi lo ha intervistato lo definisce un uomo simpatico, gentile e “molto lucido”, con un marcato accento abruzzese.