Prato: prof. incinta dell’alunno, il tribunale ha preso una decisione

Dopo l'allontanamento del marito, la donna dovrà continuare a stare ai domiciliari da sola con il bimbo nato dalla relazione extraconiugale

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Nessun cambiamento per la prof. di Prato rimasta incinta del ragazzo a cui dava ripetizioni private di inglese. i giudici del tribunale del Riesamine hanno confermato i domiciliari per la donna. La professoressa era in realtà una operatrice socio sanitaria in ospedale, sposata e già madre di un bambino di 11 anni. È stata accusata per violenza su minore e dal 27 marzo si trova ai domiciliari.

La motivazione dei giudici, con i quali è stata ribadita la validità dell’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Prato Alessandra Scarlatti, saranno depositate tra qualche giorno. Sono state respinte quindi le richieste della difesa della prof. I suoi avvocati Mattia Alfano e Massimo Nostri la scorsa settimana avevano chiesto la revoca del provvedimento sostenendo che “la loro assistita non ha più avuto e non ha più cercato contatti con il ragazzo da quando ha avuto la contezza del procedimento in corso”

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Inoltre, i due difensori, sottolineano che “la donna non ha mai frequentato siti pedop0rnografici e che non ci sono pericoli di reiterazione del reato”. La donna ha poi iniziato un percorso psicoterapeutico con il quale ha preso coscienza di quanto è accaduto. Ma la richiesta principale degli avvocati è basata sul bene del piccolo nato da questa relazione extraconiugale.

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La difesa infatti sostiene che la donna debba accudire il bimbo di soli 7 mesi anche al di fuori della casa, per poterlo poi portare anche dal pediatra. Il marito della donna anche se sapeva che quel bimbo non era il suo, aveva deciso di riconoscerlo ma ora si è allontanato da sua moglie con il loro figlio più grande.

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“Entrambi hanno deciso di vivere momentaneamente separati per permettere alla signora di iniziare un processo interiore di riflessione e di affrontare nel miglior modo quello che sarà il percorso terapeutico da uno psichiatra che il tribunale ci consentirà di poter seguire. Il marito sostiene la moglie perché c’è amore, sentimento e quant’altro ma allo stesso tempo disapprova quanto emerge dalla realtà processuale, per questo quindi è consigliabile una separazione momentanea” queste le parole degli avvocati.