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Ryan è uscito dalla terapia intensiva: come sta il bimbo di 6 anni ferito a Ventimiglia?

Ecco quali sono le sue condizioni di salute

Buone notizie da Ventimiglia. Ryan è uscito dalla terapia intensiva: il bimbo di 6 anni ferito nella città ligure, caso sul quale gli inquirenti stanno ancora indagando, starebbe meglio. La notizia è stata data dal papà del piccolo, mentre si chiede ancora giustizia per il bimbo di 6 anni. Ancora non si sa cosa sia accaduto quel giorno.

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Ryan è ricoverato dal 19 dicembre 2022 in gravi condizioni all’ospedale Pediatrico Gaslini. Ha lesioni profonde alla milza e ai polmoni, una frattura di 8 vertebre e traumi su tutto il corpo. Per fortuna il 23 gennaio è uscito dalla terapia intensiva dove si trovava da prima di Natale.

La direzione dell’ospedale pediatrico dice che le sue condizioni cliniche sono soddisfacenti al momento. Ha anche iniziato il suo percorso riabilitativo, come racconta papà Simone, che sui social pubblica continuamente notizie dei miglioramenti del bambino.

Arrivo a Genova e ricevo una notizia fantastica. Dalla semi intensiva siamo in fisiatria. Niente di più bello, ho gli occhi lucidi ma finalmente per la felicità. Continua così campione.

Questo il commento del papà, felice per questa bella notizia che ha voluto condividere con tutti coloro che seguono la vicenda, in apprensione per il bimbo di 6 anni. Per il caso di Ryan, la Procura di Imperia ha aperto un fascicolo contro ignoti.

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Ryan è uscito dalla terapia intensiva: una bella notizia dalla Liguria

Si continua a indagare intanto sul caso. Quel giorno era con la nonna e il suo compagno. Avevano detto che era scappato ed era stato investito da un’auto. Ma successivamente si era parlato di maltrattamenti. In particolare, le indagini si concentrano sul nuovo compagno della nonna del piccolo Ryan.

Ryan con la sua famiglia

Non si esclude nessuna pista, ma gli inquirenti, per il rispetto del segreto di indagine, vista anche l’attenzione mediatica, chiedono che siano abbassati un po’ i riflettori, per permettere alla giustizia di fare il proprio lavoro.