Si getta nel vuoto con la figlia: la lettera prima di morire

Milano, novità sul caso della donna che si è buttata nella tromba delle scale di un palazzo con sua figlia: avrebbe scritto una lettera il giorno prima di morire.

Milano, novità sul caso della donna che si è buttata nella tromba delle scale di un palazzo con sua figlia: avrebbe scritto una lettera inquietante il giorno prima di morire.

La bambina continua ad essere ancora ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Niguarda, era arrivata in ospedale con fratture al bacino, lesioni alla milza e contusioni polmonari.

La bimba di 2 anni è sempre in terapia intensiva, la prognosi è sempre riservata ma ci sono dei progressi, sta migliorando. Fortunatamente non ha avuto danni cerebrali.

La donna avrebbe lasciato un messaggio d’addio sui social e a quanto pare, il motivo di questo gesto è che temeva che le avrebbero tolto la figlia.

Ma ora emerge una novità importante, c’è un vero e proprio memoriale contenente proprio le ultime intenzioni di questa donna.

“Mi scuso per tutti i miei comportamenti, per avere a volte trasgredito ai regolamenti della comunità e per tutte le altre sciocchezze che sono però state fatte esclusivamente per quello che io ritenevo il bene della mia bambina. Per lei darei la mia vita e vederla sorridere andando al mare mi era parso giusto. Per lei e solo per lei, a volte ho disubbidito e per ora me ne pento. In quel periodo temevo che il padre potesse essere pericoloso per mia figlia, sarebbe ora di smetterla di pensare ai dispetti, alle accuse gratuite nei miei confronti e pensare solo alla piccola”.

“Mi piacerebbe tanto finalmente avere un rapporto civile con il padre di mia figlia e crescere la bambina con l’amore che merita. Quello che è stato fatto sono affermazioni false ed estremamente esagerate per denigrare la mia capacità di genitore senza dire come ho provveduto fino a questo momento all’educazione, al mantenimento di mia figlia, mantenimento economico a cui quel padre finora non ha minimamente partecipato nonostante fosse obbligato a farlo. Non ho mai screditato il padre davanti alla bambina, la piccola mangia e dorme a intervalli regolari in casa mia così come nelle altre mie dimore. Non c’è mai stata la presenza di droghe, non ho mai lasciato mia figlia da sola con qualcuno tranne che nei giorni di udienza in cui mi facevo aiutare dal filippino”.

“Non ho mai evidenziato istinti suicidi a meno di non voler considerare i tagli delle semplici imprecazioni che credo tutti abbiamo. A parte le arrabbiature, non ho mai pensato di suicidarmi”.

Ecco, “non ho mai pensato di suicidarmi”. Questa donna l’ha scritto 24 ore prima di prendere la piccola, abbracciarla e buttarsi giù nella tromba delle scale all’ottavo piano di un palazzo.

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