Si veste da femminuccia, il padre lo picchia

Bimbo di 11 anni si veste da femminuccia, il padre lo picchia a sangue per punirlo.

Home > Attualità > Si veste da femminuccia, il padre lo picchia

Bimbo di 11 anni si veste da femminuccia, il padre lo picchia a sangue per punirlo. Un bambino di 11 anni si è vestito con abiti da femminuccia, suo padre l’ha picchiato brutalmente per punizione.

È stato un uomo di origini cinesi ma residente a Milano, secondo le indagini, avrebbe colpito più volte il ragazzino con la cinghia della cintura. L’11enne si era vestito con abiti femminili presi dall’armadio della mamma per un gioco che aveva deciso di fare insieme al suo fratellino. Quando l’uomo ha visto suo figlio girare per la casa vestito da donna, non ci ha visto più ed ha voluto punirlo per il gioco inappropriato. Tutto è stato fatto davanti alla moglie che non l’avrebbe fermato. Questo spiacevole episodio è emerso la mattina seguente quando le maestre del piccolo hanno notato dei segni e delle percosse, così hanno subito allertato la polizia.

Immediatamente si sono mossi i servizi sociali del centro alle porte di Milano che hanno informato l’amministrazione comunale da cui, a sua volta, è partita la segnalazione in Procura. Le autorità hanno fin da subito indagato sulla condizione familiare in cui viveva l’11enne e, fortunatamente, non sono state rilevate alcune violenze precedenti a questo episodio grave. Il padre violento, come già accennato, è nato in Cina ed ha 40 anni.

L’uomo ha negato ogni accusa e nel colloquio con gli inquirenti, ha spiegato che nella cultura cinese “en travesti” non è socialmente accettabile ma è “riprovevole”: “La devianza sessuale per la nostra cultura, quella cinese, è un fatto di rilevante gravità”, ha spiegato, e per questo motivo ha voluto punire suo figlio in quel modo. La sua giustificazione non è bastata ed è stato denunciato per avviso di mezzi di correzione ed è stato sottoposto a processo con citazione diretta dal Pm Critian Barilli: “La giovane vittima aveva evidenti segni su un braccio, ora dovrà rispondere dinanzi alla legge italiana”.