Sissy Trovato Mazza non ce l’ha fatta

Dopo due anni di coma ci lascia la poliziotta penitenziaria Sissy Trovato, ora le indagini proseguono ed è stata disposta l'autopsia sul corpo della giovane

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Sono passati due terribili anni dallo sparo che ha colpito alla testa Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy, poliziotta penitenziaria. Il suo caso è stato molto dibattuto, soprattutto nella storica trasmissione di Federica Sciarelli, “Chi l’ha visto?”

Dopo due anni di coma, la poliziotta non ce l’ha fatta. Era stata trovata sdraiata a terra da un colpo di pistola alla testa in un’ascensore di un ospedale di Venezia. La ragazza era originaria di Taurianova (Reggio Calabria) e in quel periodo stava lavorando nel carcere femminile della Giudecca.

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In prima ipotesi si pensava ad un suicidio, ma successivamente le indagini hanno smentito fino ad aprire la strada l’ipotesi dell’omicidio. La famiglia della giovane non riesce più a dormire sonni sereni da quel 1 novembre 2016.

La ragazza si era recata nell’Ospedale civile di Venezia per effettuare un controllo su una detenuta che aveva appena partorito. Da quel maledetto giorno la giovane non ha trovato pace e ha subito svariati interventi alla testa. Nel frattempo i suoi genitori continuano a riscontare incongruenze nelle indagini e cercano di fare luce sulla vicenda.

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Le parole del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini sono le seguenti:

“La scomparsa della giovane agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza dopo due anni di agonia e sofferenza è una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l’intera Amministrazione della quale faceva parte. La sua battaglia si è conclusa ieri sera. Ma io mi auguro che la stessa determinazione con la quale Sissy ha dimostrato di voler rimanere aggrappata alla vita sia da sprono, ora più che mai, per l’accertamento della verità e venga fatta finalmente piena luce su quanto accaduto quel terribile giorno. Lo dobbiamo a lei, alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutto i suoi colleghi, che non hanno mai smesso di innalzare una preghiera per lei in questi due anni.”

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Le ipotesi sul movente dell’omicidio della giovane verterebbero tutte su dei dissidi a lavoro. La ragazza infatti avrebbe scoperto degli abusi nel carcere nel quale prestava servizio e ha sempre cercato di ostacolarli. Aveva anche denunciato lo spaccio di droga da parte di sue colleghe.