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Uomo uccide la moglie a Rimini e ferisce la figlia che voleva dividerli

Quali sono le condizioni di salute della figlia?

Ennesimo femminicidio in Italia. Un uomo uccide la moglie a Rimini, colpendola più volte con un coltello. L’uomo ha ferito anche la figlia della coppia, che ha tentato di dividere i genitori mentre stavano litigando. La polizia ha già intercettato l’omicida, che è stato portato in Questura. Come sta la figlia rimasta ferita durante l’aggressione?

Autopsia di Piera Napoli

La vittima è una donna di 46 anni, mentre l’aggressore è il marito di 54 anni. Nel primo pomeriggio di giovedì 19 maggio 2022 l’uomo di origini sudamericane ha prima accoltellato la compagna con un coltello. E poi ha aggredito anche la figlia, una ragazza di 27 anni.

La giovane avrebbe cercato di dividere i genitori durante l’aggressione, per difendere la madre. Purtroppo non ha potuto far niente per salvarle la vita, ma anche lei è rimasta ferita dalla furia del padre. La ragazza si trova ricoverata in ospedale. Non sarebbe in gravi condizioni, ma rimane in osservazione.

L’aggressione ha avuto luogo nella casa della famiglia, che si trova in via Dario Campana a Rimini, in Romagna. A chiamare i soccorsi i vicini di casa allarmati dalle urla della coppia. Subito gli agenti di polizia intervenuti hanno bloccato l’uomo, portandolo in Questura per un primo interrogatorio su quanto accaduto poco prima.

Intanto la figlia è stata condotta in ospedale dai soccorritori del 118, che non hanno potuto fare niente per poter salvare la madre. Quando sono arrivati la donna era già morta. Probabilmente è morta sul colpo per le ferite gravi riportate.

polizia foto

Uomo uccide la moglie a Rimini: la coppia stava litigando

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, marito e moglie stavano litigando. A un certo punto l’uomo ha preso un coltello e ha colpito la compagna. La figlia ha cercato allora di difendere la madre, ma è stata ferita anche lei.

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Fonte foto da Pixabay

Non una di meno Rimini commenta così l’ennesimo femminicidio:

Questa è la dimostrazione di come siamo immersi in una cultura patriarcale e di come ci sia bisogno di strumenti per riuscire a distruggere la piramide della violenza. I comportamenti molesti e le violenze sessuali sono alla base di questa piramide, il femminicidio è la cima. Non si può intervenire solo quando il danno è fatto, ma bisogna farlo ragionando in un’ottica sistemica e culturale.