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Web Marketing Festival insieme a chi odia paga: fare rete contro l’odio in rete

Il Web Marketing Festival insiemealla startup legaltech COP: campagna di sensibilizzazione e un servizio online di difesa legale digitale

Il 19 novembre al via la nuova edizione del Web Marketing Festival che, con il claim “We Make Future”, sceglie di non arrendersi alle difficoltà della pandemia Covid-19, lanciando un evento interamente digitale che si protrarrà fino al 21 novembre: è il WMF online, già capace nel giugno scorso di raggiungere oltre un milione di utenti online. 

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Innovazione digitale e sociale restano ancora una volta i focus principali del Festival, che quest’anno vedrà, tra le tante novità, anche la partecipazione di “Chi Odia Paga”, la prima startup legaltech italiana in grado di offrire servizi di supporto informatico, legale e psicologico alle vittime di odio online.

Grazie a questa collaborazione sarà lanciato, proprio durante il Festival, un servizio online totalmente gratuito per gli utenti della Rete in grado di aiutarli a difendersi dall’odio online.

Inoltre ”Chi Odia Paga” metterà a disposizione degli utenti le proprie competenze attraverso due seminari formativi, di cui uno dedicato alle realtà del terzo settore nel corso del quale si parlerà di Digital Fundraising e un altro dedicato, nello specifico, alla lotta all’odio online. La startup sarà inoltre presente nell’Area Expo interattiva del WMF.

Lo sportello di difesa legale digitale dedicato a tutti gli utenti del WMF

wmf

A volte la rete può diventare scenario di dinamiche distorte. A tutti può capitare di affrontare episodi spiacevoli che fanno sentire a disagio o addirittura in pericolo. Stalkingrevenge pornbullismo e diffamazione sono condotte di reato punite dalla legge anche se commesse online.

Consapevoli dei rischi sull’uso improprio della rete, il WMF, in partnership con “Chi Odia Paga”, mette a disposizione di tutti i suoi utenti in modo permanente attraverso una sezione dedicata del suo sito il servizio di Sportello Legale Digitale, uno strumento gratuito attraverso cui sarà possibile verificare se si è o si è stati vittima di reati d’odio online e che sarà sempre disponibile al seguente indirizzo web: https://wmf.chiodiapaga.it .


Dopo aver risposto ad alcune domande l’utente riceverà, in tempo reale, un documento di analisi relativo al suo caso con i suggerimenti circa eventuali soluzioni di tipo tecnico e legale utili a far valere i propri diritti. La consapevolezza è il primo passo per iniziare a difendersi dai reati d’odio.

Come il digitale può aiutare le associazioni e fermare l’odio: i webinar di Chi Odia Paga

Nel corso delle giornate del 20 e 21 novembre, tra le oltre 500 voci che si alterneranno nelle oltre 60 sale formative virtuali del WMF, ci saranno anche quelle di Chi Odia Paga e dei suoi partner, con ben due eventi formativi dedicati.

Andrea Landini, CEO di CrowdChicken, startup che sviluppa tecnologie di crowdfunding per il terzo settore, il 20 novembre terrà nella sala Digital for Non profit l’intervento “I 5 step del personal fundraising: dall’obiettivo alla meta”, in cui sarà spiegato al mondo ONP come il digital possa essere utilizzato per raccogliere fondi e migliorare la gestione dei propri supporter.

Una parte dello speech sarà dedicata alla presentazione della Call for Ideas “Una Buona Causa”, l’iniziativa trimestrale di “Chi Odia Paga” dedicata a tutte le associazioni che vogliono realizzare progetti di contrasto all’odio online aiutandole nella ricerca di grandi e piccoli sostenitori. 

Il 21 Novembre, nella sala Social Impact, si terrà il webinar dal titolo “Odio online e legge: come il digitale da strumento di offesa può diventare mezzo di difesa” in cui il CEO di Chi Odia Paga Francesco Inguscio, accompagnato da Nicole Monte avvocato di LT42 e Cristina Moscatelli CMO di COP, analizzerà i trend crescenti sull’odio online, la situazione dell’Italia e il contesto internazionale spiegando come sono state adeguate le normative a difesa degli utenti e come il digitale possa diventare un potente strumento per difendere i propri diritti oltre che un mezzo attraverso il quale gli haters possono aggredire i cittadini.

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