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Cause dell’insonnia notturna spiegate, una per una

Quali sono le cause dell'insonnia notturna? Ecco una guida per combattere i nemici del sonno, dallo stress agli alimenti insospettabili.

Quali sono le cause dell’insonnia notturna? Partendo dal presupposto che stiamo parlando del più comune di tutti i disturbi del sonno, possiamo provare a determinare se ne soffriamo per davvero e cosa possiamo cambiare per riuscire, finalmente, a fare sonni sereni e senza interruzioni.

Sì perché l’insonnia (che colpisce circa un terzo della popolazione adulta) fa sì che i soggetti colpiti trovino difficile addormentarsi e persino rimanere addormentati. Nel peggiore dei casi, addirittura, entrambe le cose. Cosa porta, dunque, a questa sofferenza?

Quando possiamo parlare di insonnia?

Possiamo parlare di insonnia quando fatichiamo a prendere sonno almeno tre notti a settimana per un minimo di tre mesi. Questa frequenza infatti porta a delle difficoltà del sonno che creano disagio o addirittura a dei sintomi che creano seri problemi nel corso delle giornate. Questi sintomi dell’insonnia sono affaticamento fisico e mentale, cambiamenti repentini d’umore, gravi difficoltà di concentrazione che portano a non fare attenzione e a dimenticare cose importanti, irritabilità e ansia.

Siete convinti di soffrirne? Dato che l’insonnia è un campanello d’allarme per la nostra salute cerchiamo di scoprire quali sono le sue cause.

Insonnia: cause psicologiche

Una delle prime cose che occorre sapere è che quasi il 60% dei casi di insonnia hanno delle cause psicologiche, ovvero delle cause che vengono da un malessere interiore che ha poco o nulla a che fare con le malattie o la cattiva alimentazione.

Lo stress è tra le cause primarie dell’insonnia: il sonno si altera molto facilmente quando siamo sotto pressione. L’avvicinarsi di un esame o di un momento importante che “dobbiamo fare andare bene”, ad esempio, possono provocare insonnia perché il nostro cervello è impegnato, senza sosta, a elaborare soluzioni per fare andare tutto bene.

Stessa cosa vale per quando riceviamo delle cattive notizie: non riuscendo ad accettare la nostra impotenza di fronte a una malattia terminale, a un licenziamento o ad altri pessimi avvenimenti, la nostra mente cerca risposte e si affatica, impedendoci il naturale risposo.

Anche l’ansia è causa d’insonnia e per altro porta spesso a un errore fatale. Rimanere svegli ci provoca ansia e cerchiamo di dormire, ma non riuscendoci la notte proviamo a recuperare con dei sonnellini: questo riduce la normale pulsione del sonno, lo inficia e provoca risvegli notturni o sveglie precoci al mattino.

Se pensate che le vostre notti agitate abbiano delle cause psicologiche, provate a bere la tisana miracolosa contro l’insonnia o a fare un po’ di meditazione prima di dormire, cercando di riabituare il cervello al fatto che il letto non è vostro nemico.

Insonnia: cause neurologiche

L’insonnia non è solo un disturbo, ma anche un sintomo di alcune malattie neurologiche. Proprio per questo se non dormite regolarmente da più di tre mesi, dovreste avvisare il vostro medico e fare degli appositi test.

Una delle cause neurologiche dell’insonnia è la depressione. Chi soffre di depressione dorme male, tende ad avere degli squilibri dell’appetito e un calo della libido. Purtroppo l’insonnia insorge anche in caso di malattie neurologiche degenerative.
Occhio poi alle altre cause legate a patologie: disfunzioni tiroidee e diabete possono portare a non dormire, così come gli squilibri ormonali. Non a caso, l’insonnia si manifesta anche in gravidanza e in menopausa.

Cause dei risvegli notturni per l’insonnia

Ci sono tanti tipi di risvegli frequenti e per capire qual è il nostro livello di insonnia è consigliabile conoscerli tutti.

Si parte dal risveglio spontaneo: quello non è un problema, specie se riusciamo a prendere sonno subito dopo e il giorno dopo non ne risentiamo. Se ci risvegliamo in maniera spontanea prima del previsto è molto probabile che i nostri ritmi del sonno siano cambiati. Magari dobbiamo rinunciare al sonnellino pomeridiano.

Si continua con il risveglio per fame o per sete. Nel primo caso occorre capire se si tratta di fame nervosa ed eventualmente sconfiggere il problema alla base. Il secondo caso, invece, indica che non stiamo bevendo abbastanza o nella nostra alimentazione ci sono dei cibi che non fanno dormire o che possono portare alla disidratazione.

Altro sintomo è il risveglio per svuotamento della vescica. In questo caso tutto dipende da quante volte vi svegliate durante la notte. Se superate le tre volte, provate a parlarne con un medico che vi indirizzerà su ciò che occorre fare: potrebbe essere un’infiammazione o un’alimentazione troppo ricca di liquidi.

E se invece vi svegliate per problemi nella respirazione? Prima di spaventarvi, sappiate che ci sono certi tipi di apnea notturna che vengono causati proprio dallo stress. In ogni caso è sempre bene consultare un dottore, ma non fasciatevi mai la testa prima di esservela rotta.

Come sconfiggiamo l’insonnia?

Se da un po’ di tempo non riuscite a dormire bene magari è il caso di provare a usare qualche trucco per combattere l’insonnia impedendo così che questa situazione peggiori.

Innanzitutto, ricordatevi di andare a letto quando vi sentite stanchi. Andare a letto ben oltre i primi segni di stanchezza può fare l’effetto contrario. Fate poi in oltre che la vostra camera da letto sia accogliente: niente tv, niente luci intense, niente rumori forti e temperatura impostata tra i 18 e i 20 gradi.

Applicate anche la regola del “niente dopo le 16”: niente sonnellini, niente tè, niente bevande eccitanti o pasti troppo zuccherini dopo quest’ora vi aiuteranno a conquistare le vostre ore di sonno.

Infine, non escludete dalla vostra routine serale un po’ di attività fisica (sì, anche fare l’amore). E se non riuscite a chiudere occhio immediatamente, alzatevi e provate a leggere o ad ascoltare un po’ di musica, due attività che vi arricchiscono e vi conciliano anche il sonno.

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