Quando mangiare la frutta: meglio a cena o a colazione?

Ecco come e perché consumare mele, pere o banane nei vari momenti della giornata.

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La frutta è importantissima per la salute del nostro fisico. Quest’ultima fornisce zuccheri, acqua e numerose fibre, nonché  vitamine e minerali. Ma quando mangiare la frutta, per assimilare bene tutte le proprietà?

Come mangiare la frutta

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La frutta si deve mangiare matura al punto giusto, per beneficiare al meglio dei suoi nutrienti. Come raccomandano gli esperti, la dose giornaliera di frutta dovrebbe essere di due o tre porzioni possibilmente di colori diversi, per immagazzinare nutrienti vari.

I momenti della giornata migliori

Per quanto riguarda il momento in cui mangiare la frutta, in realtà non esiste una regola precisa. Nel senso che, possiamo consumare una mela o una banana anche dopo pranzo o dopo cena, ma tutto è sempre da correlare alla tipologia di pasto che determina una particolare attività digestiva.

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Ad esempio, dopo una cena o un pranzo a base di carboidrati, la frutta a fine pasto aumenta il carico glicemico con conseguente sensazione di pancia gonfia. Ecco perché nelle diete dimagranti si consiglia il consumo di frutta il pomeriggio e a colazione, proprio per controllare l’apporto degli zuccheri.

In generale è comunque preferibile consumare la frutta in questi momenti della giornata. Infatti, quando si mangia la frutta a stomaco vuoto, quest’ultima viene digerita perfettamente, con un’assimilazione migliore delle vitamine e dei minerali. Il fruttosio da energia all’organismo senza aumentare troppo la glicemia, per cui al mattino è perfetta per ottenere la giusta carica.

Quale frutta preferire

Tutta la frutta fa bene, ma possiamo mangiare un tipo piuttosto che un altro per favorire la digestione. La mela, per esempio, è il frutto più adatto per essere mangiato a fine pasto, perché è facilmente digeribile.

Invece, l’ananas, gli agrumi e i kiwi sono frutti indicati dopo un pasto a base di carne, perché favoriscono la digestione delle proteine e aiutano ad assimilare meglio il ferro contenuto nelle carni e in alcune verdure.