Barbie, Playmobil, LEGO: la campagna mondiale #ToyLikeMe e i canoni estetici reali

Per i nostri bambini non più bambole da sogno, ma giocattoli sempre più vicini alla realtà

 

C’è già chi grida a gran voce che si tratta solo di un’ottima campagna di marketing, ma perché bisogna sempre e per forza pensare male?
4 body shape diverse (per intenderci bambole dalle curve sinuose), 7 tonalità di pelle, 22 colori degli occhi, 24 acconciature e innumerevoli outfit e accessori: queste solo le nuove Barbie Fashionistas proposte dalla Mattel, vi sembra poco?
E se la Mattel si è impegnata proponendo canoni estetici differenti e il più possibile simili a quella che è la quotidianità, Playmobil e LEGO sono andati ben oltre: personaggi in carrozzina o accompagnati da cani-guida.

#ToyLikeMe

Le disabilità e la LEGO

Certo, se vogliamo proprio dirla tutta la maggior parte di queste importanti decisioni sono state prese a seguito di una petizione mondiale nominata #ToyLikeMe, proposta su change.org che ha raccolto oltre 20.000 firme.

La petizione aveva l’intento di non escludere a priori e senza alcun motivo gli oltre 150 milioni di bambini nel mondo portatori di handicap dalle persone normalmente rappresentate nei giocattoli.

Ecco quindi il vero motivo per cui alla sessantasettesima edizione della Fiera del Giocattolo a Norimberga LEGO ha deciso di presentare all’interno delle sue nuove collezioni LEGO City le mini figurine in sedia a rotelle per sconfiggere i pregiudizi ancora troppo radicati.

#ToyLikeMe

Le bambole e la realtà

L’impegno e l’interesse a mostrare attraverso i giocattoli la realtà del quotidiano, però, di base oggi c’è: già a luglio, a Londra, LEGO aveva presentato per esempio la minifigurina di una persona anziana in sedia a rotelle.
Per quanto riguarda la Barbie, finalmente possiamo scegliere tra tre nuove taglie: petite, tall e curvy presenti in ben sette nuove tonalità di pelle.

Indipendentemente da quale siano state le vere ragioni di questo cambio di rotta, il risultato è certamente molto educativo per tutti e non solo: oggi molte altre case produttrici di giocattoli stanno ovviamente seguendo la stessa tendenza. Una fra tutte la Makies con una bellissima iniziativa: i giocattoli vengono creati sulla base di fotografie di bambini e bambine caricate sul sito www.mymakie.com dai genitori stessi.

#ToyLikeMe

Costruisci la bambola che più assomiglia a tuo figlio

Gli ausili, come protesi, sedie a rotelle, pompe per insulina e apparecchi acustici sono stampati in 3D e rendono le bambole estremamente realistiche.
Anche in questo caso le polemiche non sono mancate: molti gridano al pietismo, sarà poi il caso? Il concetto che dovrebbe passare è solo quello che ognuno di noi è fatto in un certo modo con le sue peculiarità ed è bello e giusto poter giocare con dei giocattoli che ci rappresentino il più possibile per quello che siamo.
Le polemiche ci saranno forse sino a quando esisterà ancora qualcuno che si ostinerà a un concetto sterile e chiuso del bello e del brutto: due opinioni, per altro, assolutamente opinabili e relative.

Di non opinabile, invece, c’è il fatto che su molti social, uno tra tutti Facebook, si vedevano sempre più spesso le fotografie dei giochi modificati alla meglio dai genitori in modo tale che i propri figli potessero davvero come tutti gli altri proiettarsi con assoluta semplicità nell’immagine di un personaggio dei giochi, così come abbiamo sempre fatto tutti senza esserci mai sentiti “diversi” o mancanti di qualche cosa.