La lotta di Jacqueline per la vita della sua bambina Kyra, rubata da suo padre

Il papà di Kyra le ha tolto la vita, nonostante sua madre avesse avvertito il tribunale del pericolo

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La bambina che vedete nelle foto, si chiamava Kyra Franchetti e tutti l’adoravano, poiché era sempre felice, dolce e socievole. Abbiamo detto era, perché purtroppo Kyra è volata in cielo e la sua storia ha spezzato il cuore di migliaia di persone. Kyra amava la ginnastica, il nuoto, il calcio e le lezioni di musica. Viaggiava spesso con sua madre  Jacqueline Franchetti, per via del suo lavoro.

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Jacqueline si è separata dal papà biologico di Kyra e per anni ha lottato in tribunale per cercare di tenerlo lontano da lei, poiché era un tipo violento, ma la causa è stata lunga, troppo lunga. Nell’anno 2016, l’uomo ha colpito Kyra, togliendole la vita. Ha dato poi fuoco all’appartamento in cui vivevano e si è suicidato. “Se solo il tribunale mi avesse ascoltata, la mia bambina sarebbe ancora qui. Non si sarebbe mai dovuta trovare in quella casa, da sola con lui. L’istituzione avrebbe dovuto proteggerla, ma invece ha respinto ogni mia dichiarazione di quanto fosse pericoloso per noi. Non avevo prove sufficienti e quindi hanno deciso di dargli il tempo per essere un padre, l’hanno chiamato tempo di genitorialità. Lo avevano catalogato come un tipo nervoso, ma non avevano prove per accusarlo di abusi nei confronti della mia Kyra. Ricordo ancora quella volta in cui il giudice mi ha detto che dovevo “crescere” e che non era una questione di vita o di morte. Se io avevo problemi con lui, non dovevo coinvolgere la nostra bambina. Ho deciso di raccontarvi della morte della mia bambina, perché voglio farvi capire che questo è un problema comune. Un problema che riguarda i “tribunali”. Vorrei che ci fossero dei cambiamenti, per quanto riguarda le vittime della violenza domestica e la vita dei bambini radicati nelle battaglie di custodia”.

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Grazie al suo post e alla sua costante lotta dal 2016, Jacqueline ha vinto una battaglia, insieme a tantissimi sostenitori. La Camera ha approvato l’H. Con. Res. 72 , una risoluzione che delinea alcuni passi necessari, che i tribunali dovrebbero adottare per proteggere i bambini nelle battaglie di custodia.

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“Per me è stata una vittoria, un primo passo molto importante, perché è la prima volta che il governo federale ha parlato esplicitamente, in veste ufficiale, sui problemi delle famiglie nei tribunali. Nelle battaglie per la custodia dei figli, ciò che va protetto prima di tutto, sono i bambini. Bisogna fare delle indagini e non smentire le accuse di uno dei due, poiché, come nel mio caso, potrebbero essere vere!”

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“Continuerò a lottare anche se questo non mi riporterà indietro Kyra, ma so che potrò salvare tanti altri bambini come lei. Ho creato una fondazione per onorare la vita di mia figlia e continuare, insieme a voi la mia battaglia. Per chiunque voglia donare per la mia causa, può farlo qui. Grazie per avermi ascoltata”.

Una storia dura, ma purtroppo amici, è la realtà in cui viviamo!

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