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Le adozione di Sara e Stuart

"Le mie esperienze con le adozioni dovrebbero essere d'esempio per molte persone!"

“Mi chiamo Sara Cozad, ho venti sei anni ed ho deciso di condividere la mia storia con il mondo, per far capire a tutto quello che faccio, insieme a mio marito. Io e Stuart, ci siamo incontrati diversi anni e siamo stati fidanzati per poco tempo, perché ci siamo sposati subito dopo.

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Una volta tornati dalla luna di miele, abbiamo deciso di intraprendere il nostro vaiggio per l’adozione. Non è stato molto semplice. All’epoca avevamo solamente ventitre anni, eravamo entrambi molto piccoli. Però, poco dopo, abbiamo ricevuto la licenza.

Dopo solamente un giorno, una donna ci ha chiamati per chiederci se potevamo prenderci cura di un bimbo, chiamato Michael, solo per il fine settimana. I giorni, si trasformarono in mesi ed ora, sono passati anni, perché quel piccolo, è diventato ufficialmente mio figlio.

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Dopo pochi mesi, dall’incontro con il bambino, ci hanno chiamati di nuovo per chiederci se potevamo supervisionare un altro ragazzo, chiamato Dayshawn, ovviamente abbiamo accettato. Ecco il video della nostra storia di seguito:

Nel momento in cui è arrivato a casa nostra, Michael, appena l’ha visto è andato di corsa verso di lui e lo ha abbracciato molto forte. Era come se si conoscessero già da molto tempo. E’ stato in quell’istante che io e Stuart ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito l’importanza dei nostri figli, nelle nostre vite.

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Inizialmente, eravamo molto titubanti se accettare o meno, l’adozione di Dayshawn, io e lui abbiamo solamente tredici anni di differenza. Però, quando ho iniziato a parlare con lui, tutte le mie paure, sono svanite nel nulla. Lui rompe ogni stereotipo sugli adolescenti in affido. E’ buono e gentile. A scuola è bravissimo e da grande, sogna di diventare un dottore o un assistente sociale. Non gli interessa la mia età, per lui io sono sua madre.

La parte più bella è quando siamo andati davanti al giudice e lui, con la sua gentilezza, mentre parlava, lo ha fermato e gli ha fatto capire l’importanza che aveva per lui, la nostra famiglia. Ho pianto tanto.

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Siamo diventati genitori adottivi perché volevamo aiutare i genitori della nostra comunità. Infatti, ho conosciuto molti bambini e molto spesso, doverli salutare per me è difficile. Però, sono felice per loro, perché finalmente possno avere la famiglia che meritano. E’ un privilegio, poter camminare fianco a fianco con questi ragazzi. Poterli conoscere mi riempie il cuore di gioia.

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, dovrebbe affrontare questa esperienza. E’ molto gratificante e ci fa capire che con un piccolo gesto, potremmo cambiare le vite di altre persone!”

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Fonte: Love What Matters

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