Bambino di sei anni coccola il suo fratellino prematuro, con il contatto pelle a pelle

"Tu sei una parte di me e non lascerò mai che ti succeda qualcosa di brutto".

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La maggior parte dei bambini, figli unici, quando capiscono cosa sia un fratellino o una sorellina, chiedono ai loro genitori, di averne uno. Per loro è come avere un compagno di gioco, un amico con cui trascorrere del tempo anche dentro casa, con cui dormire insieme, insomma qualcuno con cui condividere la propria vita!

Due genitori che vivono negli Stati Uniti, dopo la richiesta del loro figlio Mikey, hanno deciso di accontentarlo e di regalargli un fratellino. Era da quando aveva tre anni che li implorava di avere un fratellino, ma mamma Jessica e papà Micheal, non erano pronti. Quando è arrivato il momento, hanno deciso di provarci e di allargare la famiglia, facendo felice Mikey. Da quel momento, ci hanno provato per anni, senza mai riuscirci. Jessica è anche stata sottoposta ad un intervento per rimuovere un fibroma all’utero. La lieta notizia, è arrivata solo nel 2016… la donna era incinta! Mikey aveva quasi sei anni e i suoi genitori hanno scelto il giorno del suo compleanno, per dargli la bellissima notizia! Il bambino si è mostrato felicissimo di ascoltare quelle parole. Purtroppo però, le cose non sono andate come avevano immaginato. Jessica ha subito un aborto spontaneo. “Non sapevo come dirglielo, era così felice. Alla fine l’ho fatto sedere e gliel’ho spiegato, con le migliori parole che ho trovato. Gli ho anche detto che avevamo deciso di non provarci più. Non lo abbiamo più cercato, finché il miracolo è avvenuto da solo. Ho scoperto di essere di nuovo incinta”, ha raccontato mamma Jessica. “A 23 settimane di gestazione, il ginecologo mi ha detto che il bambino che avevo in grembo non stava crescendo come dovuto, era indietro di circa 5 settimane. Non sapeva come sarebbero potute andare le cose, ma voleva che io fossi consapevole di poter ancora abortire. Non volevo crederci… mio marito era scioccato, confuso, non capiva cosa stesse accadendo…

A 25 settimane di gestazione mi hanno ricoverato e tenuto sotto controllo, poi mi hanno portato in sala operatoria e fatto un cesareo di emergenza. Il mio bambino fu portato immediatamente in terapia intensiva.

Era piccolissimo. Quando Mikey l’ha visto, ha sorriso, ma non ha avuto il coraggio di toccarlo. Guardava Jake dal vetro, finché non è arrivato il giorno in cui ha trovato il coraggio di metterlo sulle sue ginocchia: ‘mamma, ha i capelli rossi come me’. Mi veniva da piangere…

Mikey non aveva idea che il suo fratellino fosse nato prematuro e che sarebbe dovuto rimanere lì per altri due mesi. Gli avevano diagnosticato una restrizione della crescita intrauterina, una complicanza della gravidanza che influisce sulla crescita del bambino. Gli abbiamo detto cosa significava ogni tubo e filo, ogni segnale acustico e allarme. Mikey capì quanto fosse importante il contatto pelle-pelle per il bambino e volle farlo anche lui. Aveva solo 11 giorni e pesava due chili in quel momento.

Jake è sopravvissuto e oggi lui e Mikey hanno un rapporto speciale. Una volta l’ho sentito mentre gli cantava una canzone e poi gli ha detto: tu sei una parte di me e non lascerò mai che ti succeda qualcosa di brutto.

Mi sembra come se Mikey abbia sempre saputo, nel suo cuore, che il suo fratellino sarebbe arrivato e che era solo questione di tempo”.

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