Malata di leucemia, ha provato a salvare la vita al bimbo che aveva in grembo. Ora lotta per vivere

La triste storia di Brianna Rawlings, 18enne australiana. Avviata raccolta fondi.

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Una giovane donna coraggiosa di Sydney (Australia) è alla ricerca disperata di aiuto, travolta anche dal dolore dopo la perdita del primo figlio, nella sua lotta contro il cancro.

Si chiama Brianna Rawlings, ha 18 anni e ha una forma rara e aggressiva di una malattia del sangue, la leucemia linfoblastica delle cellule natural killer (NK). La diagnosi è stata formulata dopo che la donna ha lamentato di soffrire di dolori lancinanti e febbre persistente all’inizio del 2018. A peggiore la situazione, al momento della diagnosi, il fatto che la giovane era incinta di 17 settimane del suo primo figlio, per cui prese la decisione di dimezzare le proprie possibilità di sopravvivenza nel tentativo di dare al bambino maggiori possibilità di nascere senza complicazioni.

Così, subito dopo la diagnosi, Brianna è stata sottoposta a una chemioterapia ‘leggera’ presso l’ospedale Nepean di Sidney con l’obiettivo di acceleare il trattamento una volta partorito il figlio. Tuttavia, in seguito a un’infezione, i medici decisero che il parto doveva svolgersi il prima possibile per evitare che la malattia si trasmettesse al piccolo.

Perciò, il bimbo della 18enne australiana ha visto la luce con il cesareo dopo 26 settimane e subito ricoverato nell’unità di terapia intensiva neonatale (NICU), dove inizialmente aveva mostrato segnali incoraggianti. Purtroppo, 12 giorni dopo la nascita, il piccolo, a cui è stato dato il nome di Kayden, ha sviluppato un’infezione allo stomaco ed è morto.

Brianna e il fidanzato Jackson, travolti da quanto accaduto, hanno così cominciato un nuovo calvario. Sì, perché la donna ora ha bisogo di un trattamento che costa 3mila dollari ogni tre settimane, poco più di 2.600 euro. La sorella della donna, Kourt, a Yahoo News, ha raccontato che, nonostante la battaglia di Brianna sia difficile, la sua reazione alla notizia devastante della perdita del figlio è una fonte d’ispirazione per tutti: “Brianna, che ha una personalità forte, positiva e sorridente, ha sperimentato l’evento più straziante che una giovane madre non dovrebbe mai vivere. È esausta ma ha promesso a suo figlio che non smetterà di combattere”.

Le condizioni della 18enne a un tratto sembravano in miglioramento. Stava prendendo peso. Per di più, il fratello più piccolo, Tyrone, considerato un potenziale donatore di sangue, senza esitazione aveva accettato di aiutare la sorella. Però, il mondo è crollato addosso a Brianna e ai familiari quando la leucemia è peggiorata e il trapianto è stato escluso. Però, i medici vogliono provare a usare un farmaco per tentare di salvare la vita della ragazza ma, come scritto, ha un costo di 3mila dollari ogni 3 settimane. Se il farmaco dovesse avere successo, i medici potrebbero rivalutare l’ipotesi di un trapianto di midollo osseo.

“Non sto prendendo le cose con la stessa facilità di prima – ha raccontato la 18enne – ma sicuramente non è stato un anno molto bello e divertente. Sono eternamente grata alla mia famiglia e al mio fidanzato”. I parenti, nel frattempo, hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe per finanziare il trattamento salva-vita della 18enne.