Come fare pulizia nel nostro spazio digitale seguendo Marie Kondo

Come fare pulizia nel nostro spazio digitale seguendo Marie Kondo

Organizzare uno schermo a prova di disordine seguendo le regole del decluttering Marie Kondo

Tutti conosciamo Marie Kondo, diventata negli ultimi anni una vera e propria ambasciatrice del decluttering: mettere in ordine infatti è un modo per trasformare la propria vita.

E se queste regole si applicassero anche allo spazio digitale di ogni lavoratore? Sapevate che ogni persona che utilizza il computer per lavorare spende in media 3 ore a settimane per cercare le cose nel suo archivio virtuale.

Come fare pulizia nel nostro spazio digitale seguendo Marie Kondo

Organizzare l disordine

Il benessere del lavoratore e le condizioni equilibrate in cui verte l’ufficio e l’atmosfera sono fondamentali per favorire la buona riuscita di un progetto. Si parla spesso di organizzazione degli spazi sul lavoro proprio per creare un’atmosfera serena, pulita e ordinata.
Ma possiamo dire lo stesso del nostro spazio digitale? Secondo una ricerca il tempo che una persona spende a trovare cose che ha archiviato è di circa due o tre ore a settimana e questa estenuante ricerca porta a stress e perdita di concentrazione.

Eliminare il superfluo

Sappiamo tutti che eliminare il superfluo e fare ordine è importantissimo, nella vita così come sul lavoro e da quando Marie Kondo ci ha messo lo zampino, l’ordine in tutti gli aspetti della propria vita è diventata una vera priorità.

Come fare pulizia nel nostro spazio digitale seguendo Marie Kondo

Dato che la tecnologia e il digitale sono entranti a pieno nelle nostre vite, sia dal punto di vista personale che professionale, è arrivato il momento di applicare le regole del decluttering anche alla scrivania del nostro computer.

Sottrarre per produrre di più

Uno spazio di lavoro pulito ci invita a lavorare in maniera migliore, in questo contesto vale la regola della sottrazione: togliere il superfluo e aggiungere nuovi stimoli.

Quando accendiamo un computer e ci ritroviamo davanti ad uno schermo non ordinato, il cervello fatica di più ad incanalare tutte quelle informazioni sparse in maniera casuale. Dovremmo favorire il nostro cervello aiutandolo a tematizzare in blocchi quello che vogliamo che memorizzasse. Ecco perché, esattamente come avviene con lo spazio fisico, anche il disk del nostro computer non dovrebbe contenere elementi inutili che possono distrarci o che affaticano le ricerche di cose che davvero ci servono.

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