Come vivevamo senza Facebook prima di Facebook

Facebook compie dieci anni: ma com'era la vita prima dell'avvento del social network più famoso del mondo? Ve lo racconto in dieci punti!

Dieci anni fa Mark Zuckerberg lanciava ufficialmente Facebook nel mondo e affidava la sua creatura a milioni di persone, tra cui anche gli stolti che decidono di “Mollare gli studi e accarezzare le doghe in legno di Eminflex come lavoro” (32 mila utenti, nello specifico), la nicchia di quelli che decidono di “Farsi prete solo per bere il sangue di Cristo e urlare “AAAH MA È RONCO!!!” e anche i poveri ingenui che, invece di farsi un Negroni, puntano tutto sull’“Ubriacarsi mangiando Fiesta prima di cadere in coma diabetico”. Fonti vicine a Mark ci confermano il suo pentimento per aver dato vita a un fenomeno di costume che abbraccia non solo la vita personale dei suoi utenti, ma anche la comunicazione, il marketing e il volgo comune. Proprio oggi si festeggia il decimo compleanno di Facebook e per celebrarlo non mi è venuta idea migliore che ritornare indietro nel tempo e pensare a tutto quello che non potevamo fare su Facebook, perché Facebook non esisteva e le richieste d’amicizia si facevano solo sul diario, e insomma, ecco come vivevamo prima di Facebook senza Facebook, tra l’altro senza versare lacrima alcuna. Buon divertimento!

Prima di Facebook: nessuna possibilità di stalkerare il ragazzo che ti piace

Prima di Facebook, le relazioni sentimentali seguivano una regola: se vedevi uno per strada, se conoscevi un amico di amici, se beccavi un tizio in palestra, avevi solo un modo per agganciarlo: chiedergli il numero di telefono. L’unico modo per sapere qualcosa di lui era fare il terzo grado all’amico comune, o all’istruttore, ma niente che andasse oltre il “È sigle/È fidanzato”. Zero informazioni personali, zero album fotografici da cui reperire foto relative alle ultime due decadi o cogliere eventuali relazioni in atto con ragazze da un solo scambio di sguardi, nessuna idea della categoria professionale d’appartenenza, niente di niente.
Con Facebook: solo i messaggi privati possono dirci la verità. E insomma, se lui non passa l’esame del “mi scrive: è interessato” fino all’analisi completa di quello che ci ha scritto, con che intervalli, con quali intenzioni, con che intonazione, se non abbiamo verificato in almeno 300 foto la sua prestanza fisica e monitorato il suo Status sentimentale per almeno due mesi senza notare nulla di strano, va da sé che non possiamo concedere appuntamenti a nessuno. Grazie, Facebook!

Prima di Facebook: spese inconsulte con i gestori telefonici

Comunicare è una necessità prima che un mezzo o un fine e, prima di Facebook e con distanze chilometriche di mezzo, chiacchierare con amici lontani, organizzare incontri e, banalmente, discutere per ore con il fidanzato, era costosissimo. Ricaricard, SOS, prestiti da nonni e genitori per avere sul telefonino il credito sufficiente a mandare sms: chi non ha implorato per una ricarica last-minute, che ci permetteva di non essere tagliati fuori dal mondo? Era l’epoca in cui le varie Christmas Card, Spring Card e Summer Card avevano ancora ragion d’essere e ci slogavamo i polsi per inviare i 5 mila messaggi gratis a disposizione senza sprecarne neanche uno (riuscendoci, tra l’altro) e Internet non era ancora di tutti, e le email non le leggeva nessuno e ci si faceva gli squilli per dirsi qualsiasi cosa, da “Scendi che sono sotto” a “Ti amo mi manchi” fino a “Domani mi fai copiare i compiti di mate?”
Con Facebook siamo tutti dei party planner: vi dico solo che anche mia madre ormai snobba le telefonate e mi manda il buongiorno su Facebook. Organizzare una pizzata, tra Whatsapp – altro distruttore di comunicazione vis-à-vis e semplificatore di vita sociale – e chat di Facebook, è ormai un lavoro e nessuno manda più un sms dal 1999. Quando ne ricevo uno mi sembra quasi di ritornare a 16 anni, quando il mio modello di uomo ideale era Dawson. Per dire.

Prima di Facebook: gli sfigati non potevano millantare vite fantastiche

Lo sfigato è sempre esistito e sempre esisterà, solo che prima di Facebook non poteva millantare una vita fantastica. Una vita fatta di party, di eventi, di gioia, di indipendenza, di nonchalance, di relazioni, di frizzantezza sociale, di lavori fantastici, di amici strepitosi e sempre presenti, di donne, di uomini, di serate da ricordare. Prima di Facebook lo sfigato non aveva i mezzi per millantare; con Facebook si attribuisce meriti e si cala in situazioni che evidentemente ha solo sognato di vivere. C’è solo un problema: dirlo su Facebook non ha ripercussioni sulla vita reale. Vale solo il contrario!

Prima di Facebook: non avrei avuto un lavoro

L’avvento di Facebook ha portato a una proliferazione di nuovi mestieri della comunicazione digitale che, solo 6 – 7 anni fa, nessuno sapeva neanche come definire. Social Media Che? avrebbe detto una me vergine di dinamiche digitali e dunque probabilmente senza uno stipendio. Grazie, Facebook.

Prima di Facebook: il panettiere stampava un volantino e lo infilava nel tergicristalli

Le dinamiche promozionali e pubblicitarie sono cambiate talmente tanto che, negli anni del boom e della successiva implosione, chiunque avrebbe dato un braccio per avere migliaia di fan su Facebook. Nessuno escluso: dalla mega azienda al panettiere sotto casa. Che prima, di buona lena, per promuovere la sua attività, semplicemente, si impegnava a fare il pane buono e si affidava al naturale passaparola. La logica del passaparola è rimasta uguale, solo che adesso invece di fare il pane buono, prima te lo dice su Facebook e poi forse va ad impastare.

Prima di Facebook: le “richieste d’amicizia” erano solo un modo troppo formale di approcciare qualcuno

Catapultatevi a dieci anni fa e provate a “richidere l’amicizia” a un estraneo. Quello che oggi sembra l’avvio necessario e naturale di quasi tutti i rapporti appena nati, dieci anni fa era solo un modo strano di approcciare qualcuno. Ancora adesso l’espressione “Richiesta d’amicizia” mi fa venire in mente antichi cavalieri dai gesti affettati che si inchinano allo squillar di tromba e chiedono il permesso prima di rivolgerti la parola.
Con Facebook: se non sei mio amico su Facebook, non possiamo essere amici nella realtà. Insomma, ogni vera rapporto d’affetto dovrebbe essere celebrato con un bel “Aggiungi agli amici”. No?

Prima di Facebook non taggavamo nessuno

Termini come taggare e Likare dieci anni fa di certo non li avrei usati, mentre oggi sono entrati nel gergo comune e anche mio fratello di sette anni sa benissimo che “Essere taggati su Facebook” può essere una cosa positiva o negativa a seconda del grado di alcol percepito in corpo al momento dello scatto che ci immortala.
Facebook ha sdoganato espressioni come “ti addo” e “Ti Liko” o anche “Ti mando un MP” oppure “la mia bacheca” e per questo i linguisti del mondo intero dicono grazie e Cliccano su Mi Piace.

Prima di Facebook non potevamo iniziare una relazione complicata su Facebook

Io non l’ho mai provata, ma mi dicono che l’ebbrezza di dichiararsi in “Una relazione complicata” sul proprio profilo Facebook sia fortissima e dia molte soddisfazioni. Prima di Facebook avere una relazione complicata era un tabù, nel senso che se frequentavi uno (ma non è che andasse poi così bene) non è che glielo dicevi in faccia, “Ecco, è che abbiamo una relazione complicata”, o in giro di certo non andavi a sbandierarlo, perché scusate, da quando avere una relazione complicata con qualcuno è una cosa figa? Ah, già: da dieci anni. Grazie, Facebook!

Prima di Facebook: mia madre non conosceva l’Internet

Una cosa che fino a dieci anni fa mi sembrava impossibile è in realtà avvenuta: mia madre ha preso confidenza con le nuove tecnologie. Non sapendo dosare l’entusiasmo, è la prima fan delle pagine con citazioni tratte dai libri di Solange e dalle canzoni di Renato Zero, che condivide più e più volte sul suo colorato profilo. Non oso sbirciare la lista delle Pagine cui ha messo Mi piace per mantenere la mia integrità psicofisica, perché a volte l’attività stravagante dei propri genitori su Facebook può turbare quasi come l’ammettere che hanno una vita sessuale più attiva della nostra. Prima di Facebook mia madre mi telefonava, ora mi manda gli adesivi e commenta a ripetizione i miei status. E la vostra, che fa?

Prima di Facebook i compleanni li segnavamo in agenda

Alzi la mano chi ricorda i compleanni di tutte le persone che conosce, o almeno di quelle a cui vorrebbe fare gli auguri. Io stessa faccio fatica a ricordare le date dei parenti di primo grado e degli amici che vedo tutti i sabati, figuriamoci di quelli più lontani. Va da sé che prima di Facebook sfruttavamo agende e diari per tenere a bada la memoria e ricordare le date essenziali, senza per altro riuscirci quasi mai. Il momento di massimo splendore? Quello delle agendine elettroniche, che trillavano salvandoti da brutte figure e ricordandoti tutti i compleanni. Poi sono finiti gli anni novanta, e abbiamo dovuto contare solo su noi stessi. Da dieci anni a questa parte non è più così: Grazie, Facebook!

POSTILLA: COSE CHE NON POTEVAMO FARE O DIRE PRIMA DI FACEBOOK

Nascondere dalla bacheca gli amici più petulanti: potevi solo evitarli per strada, ma senza farci una bella figura. Su Fb invece non ti vede nessuno!
“Non lo voglio più vedere, gli ho cancellato l’amicizia”: l’unico modo attestato e certificato per mettere fine a una relazione.
Andare in paranoia se il ragazzo che ci piace è online ma non ci caga: uno stato d’animo rappresentato perfettamente da questa foto tratta dalla Fan Page Geniale Se i quadri potessero parlare

Fonte: .facebook.com/seiquadripotesseroparlare
Fonte: .facebook.com/seiquadripotesseroparlare

Diventare fan di qualcuno cliccando su un pulsante: a me è sempre piaciuto essere una FAN, ma il mio modo era lasciarmi ossessionare dal Nick Carter di turno, pensare a lui giorno e notte e dare un nome ai nostri figli. Invece, così, che gusto c’è?

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