Epic fail: i più grandi flop dei social network

Anche i più grandi possono fare degli errori. Scopriamo insieme gli #epicfail dei social network più clamorosi degli ultimi anni!

Io me li vedo, quelli che devono creare delle campagne più o meno virali sui social: tutti riuniti intorno al tavolo del brain storming a spremersi le meningi per trovare l’idea del secolo. E me li vedo benissimo perché, lavorando sui social anche io, mi ritrovo ogni giorno a fare altrettanto. A volte va bene, a volte no: il risultato lo danno i like o la popolarità che l’idea riesce a raggiungere. Ma cosa dire delle idee sopra le righe, che si rivelano fallimentari ancora prima di vedere la luce, eppure arrivano (per ingenuità o per malizia?) ugualmente sotto gli occhi degli utenti, scatenandone l’ilarità, oppure lo sdegno? Quelli che in gergo vengono chiamati #epicfail sono dei piccoli, grandi errori commessi sulle pagine ufficiali di grandi brand sui social network. Sfido chiunque a non aver visto scorrere sulla propria timeline almeno uno degli #epicfail che ho deciso di riportare alla mente (anche se alcuni sono indimenticabili) in questo articolo. Secondo voi qual è il peggiore?

Philadelphia e il milione di fan

Cominciamo con quella più recente: per celebrare il milione di fan su Facebook, il marchio Philadelphia pubblica sulla sua fan page una grafica assolutamente leggera che però scatena l’ilarità degli utenti, che vedono un messaggio a sfondo sessuale nella foto scelta per i festeggiamenti (e anche come immagine di copertina). Chi ha scelto il visual ha costruito con malizia il messaggio? Oppure è una causalità ed è chi guarda a vederci dentro il marcio? A voi la sentenza!

L'immagine scelta da Philadelphia Italia per celebrare il milione di fan su Facebook
L'immagine scelta da Philadelphia Italia per celebrare il milione di fan su Facebook

Un cornetto speciale

Sempre recentissimo (ma indimenticato), l’#epicfail di Algida, che decide lo scorso 8 marzo di festeggiare tutte le donne con una rosa speciale… ma dal colore sbagliato.

L'immagine scelta da Algida per la Festa della donna 2013
L'immagine scelta da Algida per la Festa della donna 2013

Errore fatto nella più totale ingenuità, pare: tanto che, viste le critiche e l’ironia che gli utenti versano sulla pagina, il gestore della fan page decide di chiudere la bacheca ai messaggi pubblici, di cancellare la foto e di caricarne una meno equivocabile, tutta in rosa. Alla luce di quanto successo, del tam tam sui social dell’immagine incriminata, delle analisi degli addetti ai lavori sul perché e sul come, una cosa la so per certo: non avrei mai voluto essere nei panni del community manager di Algida quel giorno.

McDonald’s e le #MCDStories

Anche oltreoceano i grandi brand sbagliano. E fanno partire campagne che tornano indietro come un boomerang. Ad esempio, Mc Donald’s, lancia un’attività nel 2012 nata per celebrare i fasti del brand e un hashtag su Twitter, dove conta più di un milione di follower, ovvero #mcdstories. Gli utenti sono chiamati a raccontare la loro esperienza con il brand e i prodotti del brand, ma quella che sembrava una innocente campagna di auto-celebrazione diventa un boomerang: i follower cominciano a parlare male di panini, hamburger, qualità dei prodotti, trasformando l’hashtag in trending topic mondiale, ma non con gli obiettivi sperati. È trascorso più di un anno dall’#epicfail, ma gli utenti continuano a usare l’hashtag per parlare male di Mcdonald’s: di certo l’attività ha funzionato, peccato che non abbia seguito il percorso sperato!

Tweet al veleno con l'hashtag #mcdstories
Tweet al veleno con l'hashtag #mcdstories

L’epicfail più sgradevole

In alcuni casi l’ironia salva dal criticare episodi spesso ingenui (vedi Philadelphia, ma anche Algida), che non fanno male o feriscono nessuno. Nel caso dell’epicfail di Groupalia c’è però poco da dire: sfruttando una situazione d’emergenza, ovvero il terremoto in Emilia, nonché l’hashtag correlato #terremoto, funzionale a messaggi di pubblica utilità su Twitter per tutti i coinvolti nella tragedia, il community manager decide, per leggerezza e con mancanza di tatto, di pubblicare questo tweet:

Il tweet di Groupalia sul terremoto
Il tweet di Groupalia sul terremoto

C’è poco da dire: il tempismo (sbagliato), la scelta delle parole (sbagliata), l’inutile ironia danno a Groupalia e alla sua geniale trovata la palma di peggior #epicfail dell’ultimo anno.

Che sia per mancanza di esperienza – perché spesso i grandi brand affidano la comunicazione sui social, sottovalutandola, a gente non avvezza ai meccanismi del web – per troppa leggerezza o per malizia – perché “l’importante è che se ne parli” – poco importa. Ciò che viene pubblicato sul web, sul web rimane: chiunque può salvare l’immagine, lavorare di screenshot e archiviare non solo nella propria mente ma anche in spazi pubblici e ben visibili l’errore commesso. La memoria social è lunga e ricorda tutto e l’#epicfail è dietro l’angolo e non verrà dimenticato. Si trasformerà in una lunga catena di condivisioni, commenti, in articoli come questo e, si spera, servirà da monito per tutti quelli che vogliono lavorare come Social Media Manager, senza avere né le competenze né il giusto tatto per farlo.

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