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Benno Neumair, colluttazione in carcere: “Ha cercato di strangolare un compagno”

I fatti risalirebbero allo scorso luglio: ecco cosa è successo

In questi ultimi giorni il nome di Benno Neumair è tornato ad occupare le pagine dei principali notiziari. Durante l’ultima udienza nel processo che vede coinvolto il giovane per il duplice omicidio dei genitori è trapelata un’informazione riguardo un episodio accaduto lo scorso anno. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

benno neumair

Lo scorso luglio Benno Neumair ha cercato di strangolare un compagno di cella. Questa è l’informazione trapelata durante l’ultima udienza del processo in cui è coinvolto il giovane, accusato del duplice omicidio dei genitori. Sembra che il giovane ha cercato di strangolare un suo compagno di cella a seguito di una lite.

Durante la colluttazione scoppiata tra i due detenuti fondamentale è stato l’intervento delle guardie. Fortunatamente la vicenda si è risolta senza alcuna conseguenza per i protagonisti della vicenda.

benno neumair

Il caso di Benno Neumair: le parole dell’esperta

Stando alle parole della psichiatra Anna Palleschi, Benno Neumair non si è affatto pentito di aver ucciso i suoi genitori. Durante l’ultima udienza del processo che vede coinvolto il giovane l’esperta ha commentato il suo comportamento con queste parole:

accusato dell'omicidio dei genitori

Benno Neumair è perfettamente capace di intendere e di volere. Ha un disturbo narcisistico di personalità ma era lucido quando uccise i suoi genitori e gettò i loro cadaveri nel fiume. È rassicurante pensare che chi commette un delitto efferato soffra di disturbi mentali, ma non è così: può uccidere anche chi non ha alcun disturbo.

giovane in carcere

Già nel 2020 la mamma di Benno aveva notato in suo figlio un comportamento strano. Di seguito riportiamo un messaggio vocale inviato dalla donna ad una sua amica prima della sua morte:

Benno è sempre stato pieno di buone intenzioni e poi c’è questa bestia in lui che lo fa andare così. Vediamo se si riesce con calma, per il suo bene, a metterlo in una comunità terapeutica.