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Bimbo con peritonite dimesso per due volte dall’ospedale di Mestre con la diagnosi sbagliata

Per i medici era una gastroenterite

Denuncia i medici il padre del bimbo con peritonite dimesso per ben due volte dall’ospedale di Mestre con la diagnosi sbagliata. Per i dottori si trattava solo di gastroenterite, ma i genitori, di fronte ai dolori lancinanti del figlio e alla febbre, hanno creduto opportuna un’indagine più approfondita. E infatti si trattava di peritonite.

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Fonte foto da Pixabay

I genitori avevano portato per due volte il bambino in ospedale a Mestre un mese fa. Era il 21 luglio quando il piccolo, in piena notte, è arrivato all’ospedale dell’Angelo, in pronto soccorso. Vomitava e aveva la febbre. Dopo la visita, il dottore emette la diagnosi: gastroenterite.

Il medico rimanda a casa il piccolo, che dovrà assumere solo fermenti lattici. Passano tre giorni e il bambino non migliora. Non vomita più, ma la febbre è sempre alta e ora c’è anche la diarrea, ma senza dolori addominali. I medici, quando il padre 36enne lo riporta in pronto soccorso, confermano una gastroenterite.

Dopo le seconde dimissioni, però, il bambino inizia ad avvertire forti dolore allo stomaco. Il padre chiama il pediatra, che però è in ferie. C’è la sostituta, che visita il bambino il 25 luglio, notando la pancia dura e segnalando il caso in ospedale, dove corrono d’urgenza.

Dopo un’ecografia e un consulto chirurgico, la diagnosi ora è diversa: il bambino soffre di peritonite. Qui la corsa all’ospedale di Padova, specializzato proprio in chirurgia pediatrica, dove i chirurghi lo operano d’urgenza. Starà ricoverato per settimane, a causa di alcune complicazioni.

Bimbo con peritonite dimesso per due volte dall'ospedale di Mestre

Bimbo con peritonite dimesso per due volte, per fortuna ora sta meglio

Il padre ha deciso di denunciare i primi due accessi al pronto soccorso, convinto che ci siano stati degli errori medici. La primaria della pediatria dell’ospedale dell’Angelo, Paola Cavicchioli, difende l’operato dei suoi colleghi.

Al primo e al secondo accesso, il bambino non aveva alcun dolore all’addome e non presentava sintomi di un’appendicite acuta che poi è evoluta in peritonite. Inoltre dopo il primo accesso, il bambino è rimasto a casa giorni e questo conferma che il 21 luglio non poteva essere già presente un’appendicite. Al secondo accesso, poi, è stata effettuato un esame che ha escluso un’infezione in corso. Ricordo che la gastroenterite evolve, nei bambini, rapidamente in appendicite acuta e poi in peritonite che quando è emersa è stata correttamente individuata e il bimbo trasferito subito a Padova. Le risposte date al bambino sono state corrette.