Lutto

Bimbo di 12 anni ucciso in bici a Milano: il pirata della strada non aveva la patente

Il ragazzo 22enne non lo ha nemmeno visto

Emergono nuovi dettagli sul caso del bimbo di 12 anni ucciso in bici a Milano mentre percorreva di sera una strada della città meneghina insieme al padre di origini egiziane. Il pirata della strada, che non si è nemmeno accorto di averlo investito, non aveva nemmeno la patente. Ecco la confessione del 22enne, fermato poco dopo dai vigili.

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Fonte foto da Pixabay

La notte scorsa il ragazzino era in sella alla sua bicicletta, in via Bartolini, alla periferia di Milano, insieme al padre. Stavano rientrando a casa, quando all’improvviso il 12enne è stato travolto da una Smart: chi era alla guida non si è nemmeno fermato per soccorrerlo.

Il pirata della strada, poi, si è costituito per l’incidente provocato nella zona di viale Certosa, presentandosi alla Polizia locale di Milano, che ha iniziato subito le indagini, intervenendo sul luogo dell’incidente insieme ai soccorritori del 118 che non hanno potuto far niente per salvare il piccolo.

Il bambino, di origini egiziane ma nato e cresciuto in Italia, purtroppo è morto sul colpo. I sanitari del 118 hanno dovuto soccorrere un famigliare del ragazzino in stato di choc dopo aver appreso della morte del giovanissimo, ucciso da un pirata della strada.

Pirata che poi si è scoperto essere un ragazzo italiano di 22 anni, che si è costituito 4 ore dopo e sul quale gli agenti conducono indagini per capire se avesse assunto alcol o droghe. A quanto pare non aveva la patente:

Non è ancora chiaro se il 22enne non abbia mai conseguito il titolo di guida oppure se la patente gli fosse stata revocata.

Fonte foto da Pixabay

Bimbo di 12 anni ucciso in bici a Milano: il pirata della strada non lo aveva visto

Il ragazzo di 22 anni ha detto di non aver capito quanto successo e di essere scappato via perché non aveva la patente. Italiano, ma di origini marocchine, sarebbe risultato negativo all’alcol test. Si attendono gli esami tossicologici.

ambulanza

L’auto non era sua, ma intestata a una società. Il papà della vittima era rimasto vedovo da un anno: gestiva un bar ristorante in via Bartolini, luogo della tragedia.