Caso Mario Cerciello Rega, l’operazione non era stata concordata

Caso Mario Cerciello Rega, l'operazione per il recupero del borsello di Sergio Brugatelli non era stato concordato: ecco gli ultimi sviluppi sulla vicenda

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Nuovi sviluppi nel caso del carabiniere Mario Cerciello Rega. L’operazione per il recupero del borsello di Sergio Brugatelli non sarebbe stata concordata:. Nelle ultime ore sono sorte tantissime domande e sono circolate varie ipotesi. Ecco gli ultimi sviluppi sulla vicenda.

Nel caso della morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega morto accoltellato nella notte tra il 25 e il 26 luglio, sono circolate molte notizie false e ci sono state versioni e testimonianze discordanti ma ecco che adesso il quadro della situazione sembra farsi sempre più chiaro. Sergio Brugatelli, il pusher che aveva richiesto l’intervento dei carabinieri era l’informatore del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. È stato lui, che per coprirsi le spalle, ha mandato gli inquirenti su una pista falsa, prima con la notizia dei magrebini e, in seguito, con quello che è accaduto nei minuti prima dell’omicidio del carabiniere.

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Ma andiamo per gradi cercando di raccontarvi la vicenda e ricostruire la dinamica dei fatti in modo più chiaro.

Nel pomeriggio del 25 luglio, i 2 studenti diciannovenni americani Elder Finnegan Lee e Gabriel Christina Natale Hjorth coinvolti nell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, avevano provato ad acquistare droga da uno dei spacciatori del posto, cosa raccontata anche nella testimonianza del parcheggiatore abusivo Tamer. Ma l’uomo aveva venduto loro semplice aspirina. I due sono ritornati sul posto per riavere i loro soldi ma, non trovando il pusher che li aveva fregati, hanno preteso la restituzione dei soldi da Sergio Brugatelli, l’uomo che li aveva fatto conoscere lo spacciatore.

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Davanti al suo rifiuto, i 2 americani hanno rubato il borsello di Sergio Brugatelli con dentro il cellulare e sono scapati. Sergio Brugatelli chiama il proprio cellulare da un altro smartphone, parla con i due ragazzi americani e si danno appuntamento: il pusher avrebbe dovuto portare loro 100 euro e un po’ di droga in cambio del borsello. A questo punto entra in gioco il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Sergio Brugatelli chiama il 112 e parla con il militare che conosceva già, chiedendogli di intervenire.

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Lo dimostra chiaramente anche l’audio della telefonata registrata. Dalla centrale si parla chiaramente di un’operazione da fare in Piazza Mastai. I carabinieri non potevano sapere dunque, che l’appuntamento era stato fissato a Campo dei Fiori se non avessero parlato con Sergio Brugatelli. Quella notte, una pattuglia della stazione di Monteverde è andata a Piazza Mastai senza però trovare nulla. A quel punto Sergio Brugatelli chiama il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega che interviene con il collega Andrea Varriale per fare un “favore” al pusher che conosceva da tempo e che era il suo informatore.

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I due carabinieri intervengono in borghese, disarmati e senza avvisare la loro stazione di servizio, senza sapere che avrebbero incontrato 2 uomini armati, bevuti e drogati. Tutto il resto lo conoscete.

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Uno dei due ragazzi americani, sotto l’effetto delle sostanze stupefacenti, crede di avere davanti un amico del pusher, estrae il coltello e gli infligge 8 coltellate. Il ragazzo ha infatti dichiarato di non aver capito che si trattava di un carabiniere.

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La verità sta venendo piano piano a galla ma si tratta di una verità che non riporterà indietro il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

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