Pifferi Alessia

Chi sono le persone che hanno picchiato Alessia Pifferi: parla il legale

Solange Marchignoli, legale di Alessia Pifferi, spiega cosa è successo in carcere alla sua assistita, mentre cercava di raggiungere la suora

La notizia emersa ieri su Alessia Pifferi, è stata confermata dal suo legale Solange Marchignoli. La madre di Diana è stata picchiata. Mentre, dopo l’udienza, cercava di raggiungere la suora che la sostiene psicologicamente nella prigione di San Vittore, le altre detenute l’hanno presa a per i capelli e l’hanno schiaffeggiata.

Pifferi Alessia

Dal giorno dell’arresto, Alessia Pifferi si trova in isolamento. In quell’unica volta in cui ha salito alcuni gradini da sola, le detenute gliel’hanno fatta pagare. L’accanimento verso la donna, da quel giorno in cui è tornata a casa ed ha trovato la piccola Diana senza vita, è molto. E la Pifferi deve farci i conti.

È in isolamento perché l’unica volta che non era isolata, l’hanno menata. Il giorno dopo l’udienza, la signora ha cercato di raggiungere una suora quindi deve aver fatto alcuni gradini da sola e le altre detenute l’hanno presa dai capelli, schiaffeggiata e picchiata.

Queste le parole dell’avvocato, rilasciate in un’intervista con il Corriere della sera.

Sarebbero quindi state le compagne di San Vittore a picchiare la madre della bimba morta di stenti a Milano. La notizia si è diffusa sul web in poche ore.

Udienza Alessia Pifferi
Credit: corriere.it

Il Gip, nel frattempo, ha rifiutato per la seconda volta la richiesta della difesa su una perizia neuroscientifica e psichiatrica. Secondo il giudice, Alessia Pifferi non ha problemi di salute mentale ed è sempre stata consapevole delle sue azioni, cosa che è emersa anche con le perizie degli psicologi di San Vittore. Se riterrà necessario ricorrere alle neuroscienze, sarà lui stesso a richiederlo.

I legali di Alessia Pifferi hanno espresso la propria rabbia dopo il rifiuto. Il loro scopo è quello di capire cosa sia accaduto nella mente della loro assistita.

Noi dobbiamo valutare lo stato cognitivo di Pifferi e su questa precisa domanda il giudice ha risposto che ritiene di non voler far accedere i consulenti perché in qualche modo quello che potrebbero scrivere potrebbe modificare il suo pensiero rispetto al dolo del reato.

La madre di Alessia Pifferi

Secondo Solange Marchignoli, quanto riportato dopo l’interrogatorio, non corrisponderebbe a ciò che la donna avrebbe cercato di raccontare.

Chiederò che mi venga consegnato audio e video dell’interrogatorio perché questo deve contenere una trascrizione delle sue parole, non deve contenere un riassunto sintetico. Quando parlo con la signora Pifferi parlo con una persona che ha un vocabolario diverso, non posso poi leggere termini che si leggono soltanto nei libri di diritto perché vuol dire che c’è qualcosa di strano.