Come sta Fedez: le parole dell’oncologo Giampaolo Tortora

Quali sono le condizioni di salute del rapper milanese? Come sta Fedez dopo l'ennesimo ricovero in ospedale? Ecco cosa ha detto l'oncologo Giampaolo Tortora

Tutti i fan se lo stanno chiedendo: come sta Fedez? La mamma Annamaria Berrinzaghi sostiene che sta un po’ meglio, entrando all’ospedale Sacco-Fatebenefratelli di Milano, dove il figlio è ricoverato. Il rapper ha dovuto subire un’altra gastroscopia urgente per tamponare il sanguinamento di un’altra ulcera, dopo un abbassamento dell’emocromo. Per capire le sue condizioni di salute, ecco le parole dell’oncologo Giampaolo Tortora.

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Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center del Policlinico Gemelli di Roma e ordinario di oncologia all’Università Cattolica, al Messaggero ha spiegato cosa sta succedendo.

Le emorragie possono rappresentare una complicanza post operatoria, anche tardiva, dell’intervento a cui i medici hanno sottoposto Federico Lucia nel 2022. Il rapper era stato operato per una neoplasia neuroendocrina del pancreas. Complicanze che prevedono un ricovero in ospedale lungo.

Il rischio di sanguinamento dovuto ad un’ulcera è probabile, visto che siamo in presenza di un tessuto molto sottile vicino all’area ricucita.

Queste le parole del medico che spiegano che queste emorragie possono formarsi a causa delle ulcere.

Sono delle conseguenze attese possibili di quando si ricuciono dei pezzi di intestino. L’intervento prevede infatti che si tolga anche un pezzo di duodeno e, in questo caso specifico, sembra anche un pezzetto di intestino. È chiaro che si tratta di un tessuto molto friabile, sottile; dunque, è un esito possibile che si possa creare una piccola ulcera. Può succedere anche nei casi di un tumore neuroendocrino cosiddetto “funzionante”: in questo caso la neoplasia produce alcune sostanze che possono anche causare localmente una piccola ulcera. Ma il tumore è stato radicalmente rimosso a suo tempo.

Fedez e Chiara Ferragni

Come sta Fedez? Emorragie forse conseguenze tardive dell’intervento di più di un anno fa

Il professore aggiunge, poi, che le ulcere si curano per via endoscopica e si tamponano cauterizzandole dall’interno.

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chiaro che quando si forma un’ulcera in un tessuto così sottile il rischio di sanguinamento è probabile. Difficile dire oggi se l’ulteriore sanguinamento sia legato alle ulcere che sono state già cauterizzate, oppure se a distanza di poco tempo se ne è formata un’altra. L’importante è che non ci sia stata una recidiva. Dopo l’intervento in endoscopia, le ferite dovrebbero cicatrizzarsi. Solitamente questo processo avviene in tempi brevi, ma è difficile prevederlo con certezza, dipende dalla riorganizzazione del tessuto locale. È necessario però capire se ci sono concause, ossia eventuali problemi locali di tipo vascolare.