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Delitto Giulia Tramontano: si indaga su un possibile complice di Alessandro Impagnatiello

Alessandro Impagnatiello ha fatto tutto da solo? Per gli inquirenti non è da escludere la possibilità dell'esistenza di un complice

Alessandro Impagnatiello è accusato di aver premeditato il delitto della compagna Giulia Tramontano, aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dall’interruzione non consentita della gravidanza. La 29enne era incinta di 7 mesi.

Impegnatiello Alessandro

Gli inquirenti stanno continuando le indagini, hanno ascoltato i testimoni e lo stesso accusato e non escludono la possibilità dell‘esistenza di un complice, che potrebbe aver aiutato Alessandro Impagnatiello a disfarsi del corpo.

È emerso che il delitto è avvenuto nell’abitazione che condividevano, dopo che Giulia aveva incontrato l’altra donna con cui il suo compagno aveva una relazione da un anno. Una collega italo-inglese di 23 anni.

Alessandro Impagnatiello e il delitto di Giulia Tramontano

La ragazza incinta di 7 mesi è morta a seguito di tre coltellate. Poi, l’uomo che le aveva donato un figlio, ha cercato di bruciare il suo corpo per due volte, lo ha tenuto nascosto e alla fine lo ha abbandonato dietro un palazzo, dove è stato ritrovato. Ma ha fatto tutto da solo? È quello che gli investigatori ora stanno cercando di capire.

ricerche giulia

Sabato 27 maggio, verso le 19:00, Giulia Tramontano è tornata a casa. Aveva appena parlato con l’altra ragazza e avevano scoperto tutte le bugie di Alessandro. Durante il tragitto gli ha scritto diversi sms pieni di rabbia e gli ha chiesto di farsi trovare a casa.

Secondo le indagini, dopo il delitto avvenuto al culmine della lite all’interno dell’appartamento, Impagnatiello avrebbe trascinato il corpo nella vasca da bagno per provare a dargli fuoco la prima volta. Non riuscendo nell’intento, si sarebbe poi recato a casa dell’altra ragazza, che però si sarebbe rifiutata di vederlo. Verso le 3:30 di domenica, sarebbe tornato alla casa che condivideva con Giulia con una bottiglia di benzina. Ma anche la seconda volta, non sarebbe riuscito a bruciare il corpo.

Alessandro Impagnatiello barman

Nei giorni successivi, Alessandro avrebbe tenuto il corpo nascosto prima in garage, poi in cantina e alla fine dietro il palazzo con un sacco nero in testa. In tutti questi spostamenti, nessun vicino si sarebbe accorto di quanto stava accadendo. Per questo, secondo gli inquirenti non è da escludere l’aiuto di un complice, che potrebbe averlo aiutato a disfarsi del corpo, senza destare sospetti.