Genova morto bambino di due anni

Dramma a Genova: bambino di due anni trovato senza vita nel suo letto dalla madre

Era scappato dalla guerra con la sua famiglia, il bambino di due anni ha perso la vita nel suo letto: a trovarlo la sua povera mamma

Una vicenda triste che arriva da Genova e che ha gettato nello sconforto l’intera Italia. Un bambino di due anni è stato trovato senza vita nel suo letto dalla madre.

Genova morto bambino di due anni

Viveva, insieme alla famiglia fuggita dalla guerra, a Casa Raphael. Si tratta di un centro di accoglienza della Prefettura e dell’associazione Ce.sto. La famiglia era arrivata in Italia e aveva trovato rifugio nella struttura, così come tanti profughi ucraini.

Non è ancora chiara la causa del decesso del bambino di due anni, trovato senza vita nel suo letto dalla sua mamma. La Procura ha disposto l’autopsia e grazie all’esame si potrà ricostruire cosa è realmente accaduto. Dalle prime notizie diffuse, sembrerebbe che non ci siano segni di violenza sul corpicino. Per ora, l’ipotesi più plausibile è quella di un malore improvviso.

Genova morto bambino di due anni

I soccorritori, dopo l’allarme, hanno raggiunto il luogo in poco tempo. Purtroppo non hanno potuto fare nulla per salvare il minore.

Bambino di due anni trovato senza vita: il post dell’associazione

Genova morto bambino di due anni

La notizia è stata diffusa dall’associazione Ce.sto attraverso un post pubblicato sui social:

🌹🖤 È MORTO UN PICCOLO BIMBO UCRAINO ACCOLTO A GENOVA

Tutto il Ce.Sto è sgomento di fronte alla tragica notizia, appresa poche ore fa, della morte di un bambino ospitato presso una struttura della Prefettura, Casa Raffael di via Byron, nella zona di Albaro, all’interno di un progetto gestito con il supporto dei nostri educatori.

Il piccolo, di soli 2 anni, era arrivato qualche mese fa in Italia con la madre, in fuga dall’Ucraina e dagli orrori della guerra. Sono in corso accertamenti per comprendere le cause della tragedia.

Alla fine del lungo post, l’associazione si è stretta al dolore della famiglia e di tutta la comunità ucraina. Ma anche ai colleghi della struttura, perché il loro lavoro non è solo quello di dare rifugio. È quello di abbracciare la sofferenza di queste persone, di farne un dolore condiviso, di sostenerli ed aiutarli.

Pensare che la vita di un bambino di due anni possa spezzarsi così all’improvviso, fa male. Un bambino fuggito da una situazione difficile, fuggito da un triste destino, che ne ha trovato uno peggiore dove invece avrebbe dovuto trovare una nuova vita e poter correre e giocare come un normale bambino della sua età.