Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Francesco Mazzacane: manutenzione alla caldaia due giorni prima della tragedia

Dalle indagini è emerso che la stufa che ha intossicato Francesco Mazzacane, era stata controllata dai tecini due giorni prima del dramma

Sono ancora tutti sotto shock per quanto avvenuto nel residence di Linate, nel milanese, lo scorso mercoledì. Sgomento che aumenta ora che sono emersi dei dettagli sconcertanti riguardo alla caldaia che, per via di un malfunzionamento, ha provocato l’intossicazione letale da monossido di carbonio per Francesco Mazzacane.

Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Una vicenda molto spiacevole che è stata poco chiara fin dall’inizio, complice un assurdo scambio di persona.

Francesco, campano d’origine, viveva in Lombardia ormai da mesi. Aveva trovato lavoro lì e alloggiava in una delle camere nel Linate Residence, vicino all’aeroporto.

Da circa una settimana lo aveva raggiunto anche Pietro, il suo compagno di 21 anni, che come lui voleva trovare sistemazione al nord.

Nella notte tra martedì e mercoledì è successo però l’irreparabile. Per via di un malfunzionamento, la stufa per i riscaldamenti ha avuto una perdita di monossido di carbonio, che ha sorpreso i due ragazzi nel sonno.

Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

All’arrivo dei soccorritori al mattino, purtroppo, la situazione era già disperata. Uno di loro era già privo di vita, mentre l’altro in gravissime condizioni.

Per via di uno scambio di persona, sui referti è stato scritto che a spegnersi era stato Pietro. La verità, ossia che a perdere la vita era toccato a Francesco, lo hanno scoperto i familiari dei due ragazzi soltanto nel momento tragico del riconoscimento.

Novità sulla morte di Francesco Mazzacane

Ora la procura di Milano ha ovviamente aperto un’indagine, nel cui registro sono finiti il proprietario del residence e il rappresentante legale. Nei giorni prossimi verranno svolti degli esami, tra cui quello autoptico sulla vittima e quello strumentale sulla caldaia stessa che ha provocato il tutto.

Nel frattempo, dalle carte è emerso che la caldaia stessa era nuova ed era stata istallata nei recenti lavori di ristrutturazioni del B&B.

Addirittura, risulta che dei tecnici avevano svolto dei lavori di manutenzione soltanto due giorni prima della tragedia.

Un dettaglio questo che ovviamente ora necessiterà di ulteriori indagini e chiarimenti.

Nell’immenso dolore che sta provando la famiglia di Francesco Mazzacane, c’è anche la rabbia e soprattutto la volontà di scoprire la verità su quanto accaduto. Verità che potrebbe emergere nei prossimi giorni.