Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Francesco Mazzacane morto per intossicazione da monossido di carbonio

I genitori di Francesco Mazzacane sono arrivati in ospedale convinti che lui fosse ancora vivo, ma in realtà c'era stato uno scambio di persona

Ha dell’assurdo quanto accaduto a Milano lo scorso mercoledì 9 novembre. I sanitari del 118, chiamati per soccorrere due persone prive di sensi, di cui una senza vita, per aver inalato monossido di carbonio in un residence, hanno erroneamente commesso uno scambio di persona. Aveva dichiarato morto Pietro Caputo, quando invece colui che si era spento era il compagno Francesco Mazzacane. Le famiglie lo hanno scoperto all’obitorio.

Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Una tragedia nella tragedia, quella avvenuta lo scorso giovedì a Milano, più precisamente in una delle stanze del Linate Residence, una struttura situata vicino all’aeroporto lombardo.

I nomi dei due sfortunati protagonisti della vicenda sono Pietro Caputo e Francesco Mazzacane, 21 anni il primo e 24 il secondo, entrambi originari della Campania.

Qualche mese fa Francesco si era trasferito in Lombardia per lavoro e aveva trovato alloggio proprio in una delle stanze del Linate Residence.

Il desiderio di raggiungere il suo compagno e la voglia di trovare un lavoro a sua volta, avevano spinto Pietro ad arrivare a Milano qualche giorno fa. Aveva in programma un colloquio di lavoro.

Nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi però è successo l’impensabile. La caldaia che serviva a riscaldare la camera, molto probabilmente per un malfunzionamento, ha avuto una massiccia e letale perdita di monossido di carbonio.

La sostanza ha raggiunto i due ragazzi nel sonno ed evitato che entrambi si risvegliassero.

Scambio di persona tra Pietro Caputo e Francesco Mazzacane

Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

I soccorritori giunti sul posto hanno provato a rianimare entrambi, ma uno di loro si era purtroppo già spento. L’altro, invece, è stato trasportato d’urgenza al fatebenefratelli in condizioni disperate.

Durante le operazioni, i sanitari del 118 hanno trovato i documenti di Pietro Caputo sul comodino più vicino al corpo senza vita, identificando così il nome della vittima.

Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Le due famiglie hanno subito raggiunto l’ospedale e arrivate all’obitorio, hanno fatto una scoperta sconcertante.

Il ragazzo che aveva perso la vita non era Pietro, bensì Francesco.

Uno shock assoluto per entrambe le mamme dei ragazzi, ma in particolare per i familiari di Francesco, che erano partiti dalla Campania convinti di trovare il figlio ancora in vita, non sapendo invece che era già morto.