autopsia elena

I primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della piccola Elena Del Pozzo

Arrivati i primi risultati sull'esame autoptico eseguito sul corpo della piccola Elena Del Pozzo

È stata eseguita nella giornata di venerdì 17 giugno l’autopsia sul corpo della piccola Elena Del Pozzo, la bimba uccisa per mano di sua madre. Tuttavia, i risultati dell’esame sono emersi solo in queste ultime ore ed il medico legale, ha saputo dare informazioni più complete su ciò che le è successo.

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Martina Patti è accusata di omicidio ed occultamento di cadavere. Infatti ora si trova nel carcere, in isolamento. Vista la situazione le forze dell’ordine la tengono sotto stretto controllo.

Sono almeno 11 le coltellate che la donna ha inflitto alla figlia, con un’arma da taglio che sembra essere compatibile con un coltello da cucina. Una sola è risultata essere quella letale, perché le ha reciso i vasi arteriosi dell’arteria succlavia.

Tuttavia, la sua morte non è stata immediata. Il medico ha scoperto che purtroppo è deceduta circa un’ora dopo aver consumato il pranzo. Elena aveva mangiato all’asilo intorno alle 13 dello stesso giorno, pochi minuti prima che la mamma andasse a prenderla.

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A rendere note queste informazioni è stato lo stesso procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. La madre in quella stessa giornata si è presentata davanti al Gip ed ha ammesso tutte le sue colpe. Ha detto che ha ucciso la figlia nello stesso luogo in cui poi l’ha sepolta.

Il drammatico omicidio della piccola Elena Del Pozzo

La piccola che avrebbe compiuto 5 anni a luglio, è deceduta nella giornata di lunedì 13 giugno. Martina Patti forse gelosa del rapporto che la bambina aveva con il padre, ha deciso di ucciderla.

Una volta riportata a casa dall’asilo, sono andate in quel terreno abbandonato con la scusa di fare un gioco. Alla fine, le ha inflitto le 11 coltellate, probabilmente con un coltello da cucina. L’arma al momento ancora non è stata ritrovata.

Martina Patti, inoltre, prima di confessare ciò che aveva fatto, ha raccontato che tre uomini armati avevano rapito la piccola.

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Solo 24 ore dopo, quando i Sis stavano facendo una perquisizione nella sua abitazione, ha deciso di raccontare la verità. I dubbi su ciò che è successo sono ancora molti e la donna, nell’interrogatorio, ha detto più volte che non ricorda bene quello che ha fatto. Saranno solo le indagini a far luce su questa triste vicenda.