Pifferi Alessia

Il Pm su Alessia Pifferi: “Nessuno scrupolo, per divertirsi ha abbandonato la figlia in casa”

Dopo l'interrogatorio, il Pm ha definito Alessia Pifferi una donna senza scrupoli, che ha abbandonato la figlia per il suo divertimento

“Nessuno scrupolo, per divertirsi ha abbandonato la figlia in casa. Pericolosa, senza scrupoli e capace di commettere atrocità”, è così che il Pm ha descritto Alessia Pifferi, accusata di aver ucciso la figlia Diana.

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Queste le ragioni che hanno portato all’accusa di omicidio con l‘aggravante della premeditazione dei futili motivi.

La madre assassina ha lasciato la figlia per sei giorni nella sua abitazione, dentro un lettino da campeggio, con un biberon di latte. Gli agenti hanno trovato anche una boccetta di ansiolitico in quella casa e sospettano che Alessia Pifferi potrebbe averla data alla piccola Diana, per farla stare calma in quei giorni di sua assenza. Ciò spiegherebbe perché nessun vicino l’ha sentita piangere, nessuno si è accorto che la piccola stava morendo di fame e di sete. Chi abita in quel palazzo ha affermato di non aver sentito nessun suono provenire da quell’appartamento.

Il 14 luglio questa madre si è recata a Leffe, in provincia di Bergamo, a trovare il nuovo compagno, a cui ha raccontato che la figlia era al mare con la sorella. È tornata a Milano tra il 18 e il 19 luglio, ma non si è nemmeno degnata di passare per casa a controllare sua figlia. È tornata a Leffe, per rientrare definitivamente a Milano il 20 luglio. Quando ha aperto la porta di casa, Diana non dava segni di vita.

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Ha provato a darle pacche sulla schiena e a bagnarle i piedini, ma alla fine si è rivolta alla vicina di casa. È stata proprio quest’ultima a chiamare il 118. Non c’è voluto molto prima che i medici capissero che era morta già da giorni.

Pifferi Alessia

Alessia Pifferi si trova in carcere e la morte della piccola Diana ha sconvolto tutti. Viveva una vita di bugie, raccontava di avere un lavoro, di essere una psicologa infantile, ma era disoccupata. Al compagno raccontava di lasciare Diana con la sorella, mentre alla sua famiglia e agli amici, di lasciarla con una babysitter. Ma la vita che la bambina viveva, era completamente diversa. Una vita di sofferenza e solitudine. E nessuno ha potuto salvarla.