Julen: la telecamera nel tappo di terra

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La vicenda del piccolo Julen Rosselló è ormai seguita in ogni parte del mondo. Il bambino, di due anni, il 13 gennaio, è caduto dentro un pozzo profondo 110 metri. Da quel momento i soccorritori, giorno e notte, hanno lottato per recuperare il suo corpicino, con la speranza che fosse vivo. Era bloccato a circa 70 metri di profondità.

Sappiamo che le difficoltà, incontrate dai minatori, sono state molte. Purtroppo il terreno roccioso ha comportato l’utilizzo di micro-esplosioni, che hanno rallentato tutto il lavoro. Julen è stato trovato senza vita, da Nicolas Rando (Guardia Civile), nella notte del 26 gennaio. Di tutta la vicenda, però, c’è una cosa che non è ancora chiara e che ha dato il via alle indagini. I minatori non sono riusciti a raggiungere Julen con la telecamera, perché sopra il bambino si era creato un “tappo di terra”, composto, per l’appunto, da terra, macerie e foglie. La domanda che è sorta, è stata: il bambino è caduto, come è possibile che sopra la sua testa si sia poi formato questo tappo che ha reso inaccessibile il passaggio? La prima ipotesi è stata quella che il piccolo Julen, durante la caduta, abbia più volte avuto impatti con le pareti del pozzo, composte in superficie da un materiale friabile. Ma poi, gli investigatori si sono resi conto che la quantità di materiale, era troppa, uno spessore troppo alto per essere franato dalle pareti. La Guardia Civile ha incluso questo tappo nelle indagini e varrà analizzato il materiale componente. Il giornale Sur, molto famoso in Spagna, ha avuto accesso, con una telecamera, nel pozzo. (CONTINUA DOPO L’IMMAGINE)

La telecamera ha raggiunto i 73 metri di profondità nel pozzo dove Julen è caduto, fino al tappo di terra, che dalle immagini, possiamo chiaramente vedere. Ecco il video di seguito:

Il mistero verrà presto risolto e potremmo saperne di più.

Vi lasciamo ad un video dei soccorritori, per mostravi come hanno lavorato all’interno del tunnel, il materiale e la difficoltà degli scavi:

Leggete anche le sue parole: Il racconto di Nicolas Rando, l’uomo che ha trovato il piccolo Julen