busta elena

La piccola Elena Del Pozzo al momento dell’omicidio aveva una busta nera sulla testa

Omicidio della piccola Elena Del Pozzo, al momento dell'aggressione la madre le ha coperto la testa con una busta nera

È arrivata solo in queste ultime ore una conferma importante sull’omicidio della piccola Elena Del Pozzo. Dalle indagini sono emersi tanti dettagli importanti, che hanno permesso agli agenti di ricostruire con esattezza i suoi ultimi secondi vita, prima dell’aggressione da parte di sua madre.

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Martina Patti per gli inquirenti aveva premeditato tutto. Prima di andare a riprenderla all’asilo, si era già procurata una pala e dei sacchi neri in cui chiudere il corpo.

Le forze dell’ordine, inoltre, avevano preso in considerazione l’ipotesi che la piccola al momento in cui la madre la stava ferendo, avesse la testa coperta da una busta. Questo aspetto della vicenda ha trovato delle conferme.

Gli agenti da ciò che è emerso nella relazione di 15 pagine del Gip, hanno trovato la busta con dei tagli, che sembrano essere compatibili con quelli di un coltello da cucina. L’arma usata per uccidere la bambina, che non è stata ancora ritrovata.

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Nella stessa relazione è venuto anche fuori, che per quanto possibile la piccola ha cercato di difendersi. Tuttavia, non è riuscita affatto nel suo obiettivo.

La madre nella sua confessione ha detto che mentre stava mettendo fine alla sua vita si era girata, per non guardarla. Dall’autopsia è emerso che sono 11 le ferite riportate dalla piccola, con un’arma che sembra essere compatibile con un coltello da cucina.

Il terribile omicidio della piccola Elena Del Pozzo

Martina Patti, la madre di 23 anni, è andata a riprendere la figlia all’asilo come tutti gli altri giorni. La piccola solo il giorno precedente era stata con i nonni e dai racconti dei conoscenti, era molto affezionata a tutti i suoi familiari.

Una volta rientrate a casa, le ha permesso di mangiare un budino. Subito dopo sono uscite di nuovo ed è proprio a questo punto che l’ha portata in quel campo abbandonato, per ucciderla.

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La donna prima di confessare ciò che aveva fatto, ha voluto far credere a tutti che tre uomini armati avevano rapito la piccola all’uscita di scuola. Solo il giorno successivo è crollata ed ha portato gli agenti nel luogo in cui aveva sepolto la piccolina, che avrebbe compiuto 5 anni a luglio. Il papà dice che Martina Patti era gelosa del loro rapporto ed è per questo che ha deciso di mettere in atto quel piano diabolico.